Stylo24 aveva denunciato il flop di febbraio. Amato: cambio data o la fiera non ha futuro. Manfredi apre al dialogo.
Fiera in affanno alla Mostra d’Oltremare
Nove giorni di esposizione, pochi contratti, tanti curiosi. Come denunciato da Stylo24, l’ultima edizione del NauticSud è stata un mezzo disastro. Alla Mostra d’Oltremare gli stand hanno registrato presenze, ma gli espositori parlano di contatti commerciali ridotti al minimo. Un segnale che preoccupa l’intera filiera nautica campana, già alle prese con una crisi che negli ultimi due anni ha eroso il 25% del fatturato e il 35% della produttività, con ripercussioni occupazionali dirette e indirette.
«Mai più a febbraio»: la proposta di Amato
Gennaro Amato, presidente di Afina, non usa giri di parole: «Spostare il NauticSud a ottobre, altrimenti per il salone nautico napoletano non ci sarà un futuro». Il nodo è il calendario. «In questo periodo dell’anno le scelte degli aspiranti armatori sono state fatte. Non ha nessun senso mostrare barche che non si potranno mettere a disposizione per la prossima estate».
L’idea è anticipare già dal 2026 il cambio di data, ipotizzando perfino due edizioni nello stesso anno per riallineare il salone ai cicli produttivi dei cantieri. La decisione, tuttavia, spetta alla Mostra d’Oltremare Spa, proprietaria del brand NauticSud e regista dell’evento più longevo del calendario fieristico partenopeo.
Cantieri e filiera: 7.500 posti in gioco
In Campania operano oltre 150 cantieri produttori di imbarcazioni tra i 6 e i 12 metri. Un comparto che occupa circa 1.500 addetti diretti e altre 6.000 persone nell’indotto tra concessionari, rivenditori e fornitori. «Gaetano Manfredi – ha sottolineato Amato – ancora una volta, ha recepito le nostre istanze ed è propenso ad accogliere le esigenze degli oltre 150 cantieri produttori».
Lo spostamento a ottobre consentirebbe ai costruttori di lavorare con un portafoglio ordini già definito, avere tempi congrui per le permute e offrire ai clienti consegne certe prima dell’estate.
Il nodo ormeggi nel Golfo di Napoli
Alla crisi fieristica si somma l’emergenza ormeggi. «Se poi non siamo neanche in grado di garantire un posto barca, allora mi chiedo perché un armatore dovrebbe comprare una barca?». La carenza di posti nel Golfo di Napoli si traduce in un freno strutturale agli acquisti.
Il progetto dei nuovi marina esiste e, come più volte annunciato dal sindaco, dovrebbe vedere la luce lungo diversi tratti della costa cittadina. Ma serviranno almeno due anni. Nel frattempo il mercato resta sospeso tra sogno di acquisto e incubo-ormeggio.
Ottobre per rilanciare il salone nautico
La finestra autunnale potrebbe rappresentare un cambio di rotta per l’economia territoriale. «La soluzione è unica – sottolinea Amato – se si vuole consentire al salone la sopravvivenza: spostare il NauticSud ad ottobre». Un calendario più coerente permetterebbe anche il ritorno a Napoli dei cantieri tra i 15 e i 20 metri, che negli ultimi anni hanno abbandonato la piazza partenopea proprio per l’impossibilità di gestire commesse in tempi utili.
Mostra d’Oltremare e Comune al bivio
Il Comune di Napoli, socio di maggioranza della Mostra d’Oltremare, può incidere sulla scelta strategica. Palazzo San Giacomo appare orientato al dialogo, consapevole che il salone nautico non è solo una vetrina ma un asset economico per la città. L’edizione numero 52 non verrà ricordata per i numeri, ma potrebbe diventare lo spartiacque per ripensare il modello organizzativo e salvaguardare un comparto chiave dell’economia campana.

















