La riunione sull’isola di Man alla presenza del boss latitante Raffaele Imperiale, gli interessi in Sudafrica   

Intrecci tra società internazionali, incontri in Europa e nel resto de mondo per la gestione degli affari del super-narcos latitante Raffaele Imperiale, con un unico obiettivo: continuare a fare soldi, sfruttando – argomentano gli inquirenti – gli introiti milionari provenienti dal traffico di cocaina. Dal voluminoso corpus delle intercettazioni che gli investigatori dell’Antimafia producono nel corso della caccia a Imperiale, emerge anche una riunione fissata sull’isola di Man.

All’incontro partecipano, stando alle indagini, Imperiale, il proprio consulente finanziario di fiducia e i vertici di una società che ha sede a Douglas (capitale appunto, dell’isola di Man). Scopo del summit, quello di utilizzare la Splendour Graft per effettuare una ricapitalizzazione di una società, con sede in Spagna.

ad
Il lusso ostentato / «A Marbella, i boss Imperiale
e Cerrone guidavano Ferrari e Lamborghini»

Ma non solo, sul tavolo finisce anche la trattativa relativa a un’importante operazione commerciale in Sudafrica, nel settore dei diamanti. Da una informativa di polizia giudiziaria emerge come fosse lo stesso A. R. (il consulente finanziario del malavitoso stabiese) a confermare la presenza sull’isola di Man del proprietario della Splendour Graft Limited, vale a dire Raffaele Imperiale, definendolo, nella circostanza della conversazione intercettata, «un investitore con eccellenti referenze bancarie  in tutto il mondo».

Nel corso del dialogo captato dagli 007, si fa anche riferimento a una imbarcazione di proprietà della Splendour Graft, «denominata Loreley, ormeggiata sulle coste greche ed utilizzata da Raffaele Imperiale, per la quale viene pagata una quota assicurativa annuale pari a 35mila euro», annotano gli inquirenti.

Riproduzione Riservata