Via Pino Daniele

Strade: a Castellammare, invece, sulle targhe ci sono prima i cognomi e poi i nomi

Applicazione sui generis della toponomastica, ha fatto discutere, e non poco, il caso di Castellammare di Stabia, dove, da qualche mese, è possibile trovare, ad esempio «Piazza Giovanni Ventitreesimo». Proprio così, con «23esimo» scritto a lettere e non nella classica forma espressa attraverso i numeri romani. La spiegazione di quanto riportato sulla targhetta, l’ha data, su Facebook, il primo cittadino stabiese, Luigi Cimmino (dopo essere stato sommerso dalle critiche), autore della rivoluzione che ha portato a mettere ordine sul versante dei nomi delle strade e dei numeri civici. «Rispondo per evitare che si parli ancora a vanvera. Sulle targhe della numerazione civica, le indicazioni numeriche legate ai nomi propri vanno espresse in lettere secondo i regolamenti vigenti. Non in numeri. Per qualche solone che ancora dovesse nutrire dubbi, pubblichiamo l’informativa dell’Istat del 2014». Caso chiuso? Quasi, pure perché sempre a Castellammare, sulle targhette si è deciso di anteporre il cognome al nome dei personaggio a cui sono intitolate strade e piazze.

Prima il cognome… poi il nome

Quindi al posto della classica Via Giuseppe Garibaldi, è possibile leggere Via Garibaldi Giuseppe, e così via. Questa volta, però, come ha spiegato Cimmino a «La Stampa», la normativa non c’entra: è piuttosto una idea che è venuta al suo vicesindaco, per rendere unica la modalità di intitolare i luoghi, a Castellammare. Paese in cui vai, toponomastica che trovi. Spostandoci a Napoli, non ci si imbatte in Corso Vittorio Emanuele Secondo, ma ci si trova davanti a una situazione che da un lato, mette al margine nomi della tradizione partenopea (ai quali sono intitolati stradine e vicoli), dall’altro «esalta» personaggi che poco hanno a che fare con la città.

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è diventata già «’na carta sporca»

Qualche esempio? A Ponticelli: dove tra le altre, troviamo Viale Walt Disney e Via Ernest Hemingway nei pressi di una strada intitolata all’attore e commediografo Eduardo Scarpetta. Quando si dice la confusione. E poi a Pianura ci si imbatte in Via Nelson Mandela, Via Salvador Dalì, Via Pablo Picasso. E a Scampia, dove c’è Via Federico Fellini. Personaggi, artisti, letterati di altissimo spessore, non c’è dubbio,  ma che poco c’entrano con Napoli. Nel frattempo si deve constatare come si releghino a intitolazioni «secondarie» Peppino De Filippo (una traversa di Via Foria), Pino Daniele o Luciano De Crescenzo.  Il cantautore scomparso il 5 gennaio del 2015, deve «accontentarsi» di un vicoletto (tra l’altro tenuto in condizioni «irriguardose», come testimoniato da un nostro servizio) nel quartiere San Giuseppe, precedentemente intitolato Donnalbina. Stessa cosa dicasi per lo scrittore e filosofo De Crescenzo, a cui è stato «appioppato» (è proprio il caso di dirlo) il già Vico Belledonne a Chiaia.