martedì, Ottobre 4, 2022
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Napoli rosso sangue: ragazzino gambizzato ai Quartieri Spagnoli

Agguato nella notte, nel mirino del commando il 18enne Carmine Grammatica: gli inquirenti ipotizzano l’ennesimo scontro tra paranze

di Luigi Nicolosi

Tregua finita, i vicoli dei Quartieri Spagnoli tornano a macchiarsi di rosso sangue. È qui infatti, nel cuore del centro storico di Napoli, che il giovanissimo Carmine Grammatica, 18anni appena e già alle spalle qualche guaio di troppo con la legge, è stato centrato da un colpo di pistola alla caviglia. I contorni dell’agguato restano al momento tutti da chiarire. La vittima, interrogata dai carabinieri intervenuti all’ospedale Pellegrini, non ha infatti fornito alcuna spiegazione in merito agli autori del raid e non ha neppure indicato la strada in cui è avvenuto il ferimento.

I militari della compagnia Napoli Centro hanno comunque effettuato una perlustrazione tra le vie di Montecalvario, la ricerca non ha però almeno fin qui dato gli esiti sperati: di bossoli e tracce ematiche, infatti, neanche l’ombra. Per questo motivo gli investigatori dell’Arma hanno provveduto ad acquisire le immagini di alcune telecamere della zona, nella speranza che quelle registrazioni possano rivelarsi utili al prosieguo delle indagini. Che per il momento restano però tutte in salita. I carabinieri stanno intanto scandagliando i trascorsi di Grammatica, che nonostante la giovanissima età viene già ritenuto una “testa calda”. La vittima avrebbe inoltre alcune amicizie che negli ambienti investigativi sono considerate “a rischio”: circostanza, quest’ultima, che sta spingendo gli inquirenti a non escludere che la sparatoria sia avvenuta nell’ambito di un regolamento di conti tra paranze.

Quanto alle condizioni di salute del 18enne, i medici del Pellegrini l’hanno sottoposto a un intervento chirurgico per ricomporre la frattura alla caviglia. La funzionalità dell’arto non dovrebbe subire danni permanenti, ma Grammatica resta per il momento ricoverato sotto stretta osservazione e con una prognosi di trenta giorni. Ascoltata nell’immediatezza dei fatti, intorno alle 3,30 di questa mattina, la vittima ha comunque mostrato un atteggiamento in linea con il suo “curriculum”, non fornendo cioè alcuna spiegazione in merito ai responsabili dell’imboscata e al luogo in cui è avvenuto l’agguato.

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