Tornano a protestare gli abitanti della zona orientale di Napoli, stufi di fare i conti con i miasmi che provengono dal sito di stoccaggio di rifiuti di Via Nuova Brecce, realizzato presso l’ex stabilimento Icm.

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L’ordinanza sindacale dello scorso
luglio, la proroga per lo sversamento

Un centinaio di manifestanti (molti i bambini presenti) si è dato appuntamento all’esterno dello spazio che da mesi viene riempito di immondizia, e che avrà lo stesso utilizzo per un altro lungo periodo, dopo che, a luglio scorso, il Comune di Napoli ha emanato una ordinanza sindacale, che autorizza Asìa  a sversare fino al 13 gennaio 2020.

Attraverso cartelli e slogan i cittadini hanno «scandito» un unico concetto: «Vogliamo vivere». «Non possiamo più andare avanti in questo modo, la zona orientale di Napoli ha già dato. Molti di noi hanno perso più di un familiare a causa del cancro, perfino dei bambini sono morti per questa malattia», racconta Emanuela a Stylo24.

«Vogliamo dire ai politici, soprattutto a quelli del Comune, che ormai conosciamo bene il loro gioco, qui vengono soltanto quando sono in campagna elettorale, oppure quando ci devono portare i rifiuti. Sono mesi che non riesco a tenere le finestre di casa aperte, e temo per la salute mia e per quella dei miei familiari», dice Nicola, padre di due bimbi. La situazione si fa sempre più difficile, i cittadini dell’area Est sono scesi in piazza già in diverse occasioni. Lo scorso 5 settembre, durante la manifestazione anti Icm, una madre si rivolse al sindaco Luigi de Magistris, invocando interventi immediati per la chiusura del sito. La tensione è massima, e il rischio è quello che possano verificarsi episodi innescati dall’esasperazione.

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Bisogna pure ricordare che la zona è caratterizzata da un alto tasso di inquinamento e da un’incidenza tumorale preoccupante, e di gran lunga superiore ad altre zone di Napoli. «Vogliamo vivere, non ci fermeremo qui. Solo questo mi sento di dire», afferma Ciro, uno dei manifestanti.