Non è la prima volta in questa stagione che il Napoli è andato sotto nel punteggio per poi recuperare. Dimostrazione di carattere, personalità ed ottima condizione fisica

di Stefano Esposito

I finali d’oro del Napoli, tre gol decisivi poco prima del 90’

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Petagna ha firmato il 2-1 con il Genoa al minuto 84, cambiando il destino della sua avventura in azzurro.

Contro la Juventus, al Maradona, partenopei sotto di un goal, poi nella ripresa decisive le scelte dell’allenatore azzurro, che hanno fatto cambiare passo alla squadra.

Il 2-1 rifilato ai bianconeri di Massimiliano Allegri è arrivato infatti anche grazie alle accelerazioni di Adam Ounas e al maestoso Koulibaly che all’85’ ha siglato il goal del vantaggio

Ultimo, ma non per importanza, quello di Osimhen che ha realizzato all’87’ il 2-2 contro il Leicester.

Azzurri che avrebbero meritato la vittoria, ma che sono stati ad un passo dal perderla

Da zona Cesarini a zona Spalletti

Il termine “zona Cesarini” è nato in Italia negli anni Trenta per definire un goal segnato negli ultimi minuti di una partita.

L’espressione prende il nome da Renato Cesarini, un calciatore oriundo argentino che giocò dal 1929 al 1935 con la Juventus, con cui segnò diversi gol nel finale di partita.

L’espressione “zona Cesarini” in particolare gli venne dedicata dopo una partita valida per la Coppa Internazionale (il torneo precursore degli Europei di calcio) giocata con la nazionale italiana contro l’Ungheria.

La partita si giocò il 13 dicembre del 1931 a Torino e venne vinta dall’Italia per 3 a 2, grazie a un gol segnato al 90esimo proprio da Renato Cesarini

Ecco, ora chiamatela zona Spalletti

«Uomini forti, destini forti»

Il segnale chiaro di una squadra che non molla mai, non si arrende di fronte alle difficoltà e riesce a superare gli ostacoli che si presentano nel corso di una partita per piazzare poi il guizzo determinante nel finale grazie anche all’apporto di chi entra dalla panchina.

Spalletti lavora fin dai primi giorni sulle motivazioni oltre all’importantissima parte atletica curata dall’ex preparatore di Sarri, già a Napoli dal 2015 al 2018, Francesco Sinatti.

Testa, gambe e cuore. Questa squadra ci crede, dal primo al 95°

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