Denunciati i sette amministratori che negli ultimi anni hanno diretto il locale: il debito tributario ammonta a un milione e mezzo di euro

di Luigi Nicolosi

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Prestanome alla guida del noto ristorante di Posillipo per beffare l’Erario. Il comando provinciale della Guardia di Finanza di Napoli ha denunciato per bancarotta fraudolenta sette persone e sequestrato il ristorante “Reginella”, che si affaccia sul Golfo di Napoli in via Posillipo, conti correnti, quote societarie e tutti i beni immobili e mobili delle società che lo hanno gestito. Gli iscritti nel registro degli indagati sono gli amministratori che negli ultimi anni si sono susseguiti alla direzione del locale. Il sequestro preventivo eseguito dalle fiamme gialle ha interessato, oltre alle mura del ristorante, anche le suppellettili e la cucina, diversi veicoli e i conti correnti riconducibili ai manager.

Le indagini hanno permesso di fare luce sul dissesto finanziario della “Reginella Srl” in liquidazione, dichiarata fallita dal Tribunale di Napoli con sentenza emessa lo scorso gennaio. Il complesso meccanismo architettato dagli amministratori, secondo l’ipotesi degli inquirenti, consisteva nell’utilizzo di una serie di società filtro intestate a prestanome compiacenti (l’ultima società era stata intestata addirittura al cuoco) che si sono avvicendati solo sulla carta nella gestione del ristorante, e che avevano quale unico scopo la massimizzazione dei profitti e la sistematica sottrazione degli utili aziendali all’Erario.

Gli indagati avrebbero così utilizzato degli intestatari fittizi in modo da render più difficoltoso l’esercizio dell’azione penale o azioni di responsabilità in sede civile accumulando nel tempo un debito tributario pari a quasi 1,5 milioni di euro. Il noto ristorante sarà adesso gestito da un amministratore giudiziario nominato dal Tribunale per assicurarne la continuità aziendale e la tutela dei posti di lavoro.