Malviventi messi in fuga dall’arrivo della moglie.

Forse è un caso, una coincidenza, forse no. Ma di certo il brasiliano Allan non vive uno dei momenti migliori da quando si trova a Napoli. Come se non bastasse il suo volto “sbattuto in prima pagina” come capo degli ammutinati azzurri contro il ritiro imposto dal presidente De Laurentiis, la scorsa notte ha ricevuto anche l’inattesa quanto sgradita “visita” dei ladri in casa. Al momento non si conoscono i danni subiti, ma pare che i malviventi, che, evidentemente pensavano di trovare vuota l’abitazione di Pozzuoli, siano stati messi in fuga proprio dall’arrivo inatteso della moglie del brasiliano. Senza riuscire a forzare la cassaforte che avevano preso di mira. Sul furto indaga la Digos.

Come sottolineato, non è detto che il momento che sta vivendo Allan, sia collegato a questo evento. Parliamo sempre di persone ricche e quindi più facilmente nel mirino dei malintenzionati. Però tornano inevitabilmente alla mente le parole del pentito del clan Mazzarella Salvatore Russomagno. Che in una delle sue dichiarazioni fece riferimento proprio a episodi simili avvenuti in passato proprio nei confronti di giocatori azzurri. “Queste rapine nei confronti dei calciatori sono punitive nel senso che avvengono quando un calciatore gioca male oppure non si presenta alle riunioni presso i circoli sportivi, ovvero parla male dei tifosi e in particolare dei Mastiffs. I Mastiffs sono violenti e non gradiscono le dichiarazioni dei calciatori contro la violenza degli stadi, talvolta gli orologi rapinati ai calciatori sono stati anche restituiti, così a Cavani e alla moglie di Hamsik, non so chi le commise ma sono stati i Mastiffs a fare avere indietro gli orologi”.