Dal 1588, data della nascita della Congregazione competente, il capoluogo campano può contare sul primato di non poco conto.

La frase con cui più di tutte nella storia viene descritta Napoli è quella di “un paradiso abitato da diavoli”, ripresa e resa famosa da Benedetto Croce. Ma, in realtà, tutto ciò si scontra con una straordinaria fioritura di santità legata alla città partenopea. Come riporta un articolo del ‘Mattino’, a firma del collega Angelo Scelzo, infatti, Napoli oggi può contare su un primato che contrasta non poco con l’immagine corrente offerta da una cronaca ordinaria piuttosto lontana da trasporti o visioni idilliache.

Parliamo, infatti, di 112 cause di santità trattate dalla nascita nel 1588 della Congregazione competente, la Causa dei Santi. Nessuna diocesi al mondo ha dato più lavoro a quella che, comunemente, viene definita la “fabbrica dei Santi”. Processi dei quali gli scaffali sono pieni anche di pratiche ancora in corso. Nel dettaglio: 17 cause dei Santi portate a termine all’ultimo stadio della canonizzazione, 12 Beatificazioni, 37 venerabili e 46 Servi di Dio, il primo grado sulla strada della santità.

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Quasi tutta l’intera schiera dei Santi e beati napoletani dell’epoca segnata da forme di carità sociale che si opponevano alle misere condizioni sociali, è salita agli altari durante i pontificati della modernità, da Paolo VI a Giovanni Paolo II e quindi a Benedetto XVI e Francesco. Vengono in mente Caterina Volpicelli, Giulia Salzano, Gaetano Errico, Filippo Smaldone, Giuseppe Moscati. E nell’ultimo concistoro, proprio Papa Francesco ha aggiunto la figura del Beato Giustino Russolillo, nato il 18 gennaio 1891 a Pianura, parroco, Fondatore della Congregazione dei Padri Vocazionisti e delle Madri Vocazioniste.

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