Il pari di Firenze lascia il Napoli a sette punti. Politano chiede più “cazzimma”, Allegri aspetta gli infortunati e prepara la ripartenza.
Billy Gilmour evita al Napoli un pomeriggio ancora più complicato, ma il gol dello scozzese non basta a cambiare il sapore del pareggio di Firenze. Gli azzurri portano via un punto, restano fermi a quota sette e accolgono la lunga pausa come un’occasione per rimettere insieme gambe, uomini e gioco.
La squadra di Allegri costruisce e arriva anche dalle parti di De Gea, però si inceppa proprio quando dovrebbe chiudere l’azione. È lì che il Napoli perde lucidità e cattiveria. Lo dice l’allenatore, lo ripetono i giocatori. Ed è da questo difetto che dovrà cominciare il lavoro delle prossime settimane.
Gilmour segna con uno schema provato a Castel Volturno
Il vantaggio nasce da un calcio d’angolo di Politano e da una giocata preparata in allenamento. Gilmour prende il tempo alla difesa, arriva sul pallone e batte De Gea. Per lui non è soltanto un gol: arriva dopo i problemi fisici che gli avevano impedito di partecipare al Mondiale.
«Sono contento, mi ha pesato molto non aver preso parte al Mondiale per l’infortunio pochi giorni prima l’esordio in America. È un gol importante. Per me è stata una gara importante, sicuramente un punto va bene prima della sosta nazionali. Noi ce lo teniamo stretto anche se volevamo portarci a casa la vittoria. Lavoriamo anche sui calci piazzati e sono contento che abbia funzionato quello schema».
Nel nuovo Napoli di Allegri, Gilmour era già indicato come uno degli uomini chiamati a governare il centrocampo. A Firenze ha aggiunto qualcosa che finora gli era mancato: il gol.
Politano non gira intorno al problema: sotto porta serve altro
A mettere le parole sul difetto più evidente ci pensa Matteo Politano, tra i più continui del Napoli. L’esterno va subito al punto: «Manca la cazzimma in più che dobbiamo metterci sotto porta, perché sennò le partite come quella con la Fiorentina non le porti a casa».
Poi torna sull’orario della partita: «Lo dico da tempo che questo orario è una follia nei primi due mesi di stagione. Si è visto come le squadre erano lunghe, e il caldo influisce su di noi e sullo spettacolo».
Il Napoli le occasioni le crea, ma non le trasforma. De Gea ferma Neres e Favasuli, Olivera sfiora il bersaglio, Hojlund resta ai margini dell’area viola. Il problema, insomma, non è soltanto arrivarci. È sapere cosa fare una volta arrivati lì.
Lang spreca la chance, De Bruyne si spegne nella ripresa
Se Gilmour si prende la scena, Noa Lang continua invece a cercarla. Allegri gli consegna una maglia da titolare, ma l’olandese non riesce a trovare lo spunto e viene sostituito.
«Sicuramente c’erano gli spazi per essere efficaci. Il nostro livello è alto ma bisogna migliorare in occasione delle costruzioni di fase offensive. Non sono stato felice di uscire, credo sia una buona cosa, la decisione è del mister e l’accetto. Voglio essere utile per la squadra e giocare il più possibile, posso migliorare».
Anche De Bruyne perde brillantezza con il passare dei minuti. Allegri, però, decide di lasciarlo in campo fino alla fine. Una scelta che porta direttamente a un altro passaggio destinato a far discutere: quello che riguarda Vergara.
Vergara si prepara, poi torna a sedersi
Il giovane centrocampista si avvicina alla zona dei cambi insieme ad Anguissa, ma alla fine non entra. Allegri spiega così la decisione: «Vergara ci poteva dare una mano nel finale, ma ho tenuto dentro De Bruyne perché ho pensato che con la sua qualità potesse darci una mano. Il ritmo della partita stava rallentando».
Poi aggiunge: «Se avessi messo Vergara e avessi preso gol, cosa mi avreste detto? Col senno di poi non andiamo da nessuna parte».
Vergara arriva alla sosta con la prima convocazione nella Nazionale maggiore e con poco spazio trovato nel Napoli. Anche questo finirà sulla scrivania di Allegri quando il gruppo tornerà al lavoro.
Allegri non accetta che il Napoli si accontenti
Il tecnico, del resto, porta il discorso oltre il singolo cambio e si concentra sull’atteggiamento. «A tutti i problemi dobbiamo trovare una soluzione. Ma se dopo questa partita usciamo contenti dal campo, vuol dire che non va bene. Dobbiamo essere arrabbiati stavolta».
Il pareggio, quindi, non può diventare un rifugio. «Qualcosa a Firenze è migliorato, ma i 7 punti non bastano per scalare la classifica. Dopo la sosta tutti dobbiamo metterci qualcosa in più. Io per primo».
Il progetto cominciato con l’arrivo di Allegri sulla panchina del Napoli entra così nella sua prima vera verifica.
La pausa serve soprattutto a riempire di nuovo lo spogliatoio
Il tempo senza campionato dovrà aiutare Allegri a recuperare una parte importante dell’organico. L’uomo più atteso è Scott McTominay, reduce dall’intervento di ablazione per un’aritmia benigna e in attesa dei controlli necessari per tornare all’attività.
Il tecnico conta anche sui rientri di Meret, Spinazzola, Giovane e Marianucci. Alisson Santos potrebbe avere bisogno di più tempo, mentre per Buongiorno l’attesa sarà ancora lunga.
Proprio mentre l’infermeria dovrebbe cominciare a svuotarsi, però, Anguissa si è fermato un’altra volta. È entrato nel finale e dopo pochi minuti ha accusato un nuovo risentimento.
Anguissa si blocca ancora, Allegri incrocia le dita
«Zambo tra l’altro s’è fatto male di nuovo, ha avuto un risentimento, ma mi auguro recuperi durante la sosta», dice Allegri.
Le prossime settimane serviranno quindi per lavorare e recuperare condizione. Il tecnico ha già annunciato alcune amichevoli per chi resterà a Castel Volturno, mentre diversi giocatori raggiungeranno le rispettive nazionali.
Alla ripresa il calendario sarà fitto. Allegri avrà bisogno di ruotare di più e di riportare dentro chi finora ha giocato poco o niente.
Milinkovic convince e riapre il duello con Meret
In mezzo ai problemi ce n’è almeno uno che Allegri può permettersi di considerare piacevole. Milinkovic-Savic ha risposto bene durante l’assenza di Meret e a Firenze ha tenuto in piedi il Napoli in più di un’occasione.
«In cosa può migliorare il Napoli? Questa cosa va chiesta a mister Allegri, non a me». Poi il portiere aggiunge: «Ci tocca lavorare ovviamente, ma è la normalità».
Quando Meret sarà di nuovo disponibile, la concorrenza ripartirà. E non sarà l’unico reparto nel quale Allegri dovrà scegliere quando avrà finalmente quasi tutti a disposizione.
Politano chiude il cerchio: servono i gol di tutti
Alla fine è ancora Politano a indicare la strada: «Abbiamo bisogno dei gol di tutti, perché tutte le squadre sono forti e difendono bene».
Poi chiama in causa anche i giocatori più esperti: «Non siamo più giovani, ma vogliamo sempre vincere. Cercheremo di aiutare anche i più giovani. Siamo arrivati secondi lo scorso anno e abbiamo vinto lo scudetto due anni fa. Non deve mancare la voglia, con quella si può fare tutto».
La Lega Serie A resta il riferimento ufficiale per calendario e classifica, mentre il sito del Napoli accompagnerà il ritorno al lavoro della squadra. Poi toccherà al campo dire se la sosta sarà servita davvero.

















