De Bruyne parte dall’inizio, Lang e Politano cercano risposte. Intanto la Serie A corre e il calcio saluta Sandro Mazzola
Per Massimiliano Allegri Firenze conta molto più dei tre punti. Il Napoli arriva al Franchi dopo la vittoria sul Bologna, con diversi giocatori che stanno recuperando e una lunga sosta davanti. Prima, però, il tecnico vuole una risposta dal campo.
«Secondo me una delle quattro o cinque partite più importanti di tutta la stagione», dice Allegri. Il successo precedente ha ridato fiducia, ma adesso serve capire se quella vittoria ha aperto davvero una nuova fase.
De Bruyne torna dall’inizio
Kevin De Bruyne dovrebbe partire titolare. «Anche Kevin sta bene, credo ci sarà dal primo minuto per darci una mano», conferma Allegri.
Il belga torna così al centro di una squadra che, nelle ultime settimane, ha spesso affidato a lui idee e qualità. Stylo24 aveva già raccontato un Napoli costretto ad aggrapparsi proprio a De Bruyne.
Intanto la rosa comincia a riempirsi. Anguissa torna almeno in panchina, mentre dopo la sosta sono attesi Meret, McTominay e Spinazzola. Marianucci avrà bisogno di più tempo per ritrovare la condizione.
Lang ha un’altra occasione
A Firenze gli occhi saranno anche su Noa Lang. Allegri non usa giri di parole: «Noa può e deve dare di più perché ha qualità importanti».
Il talento c’è, ma il Napoli ha bisogno che quelle qualità producano gol, assist e occasioni per Hojlund. Lang non segna da mesi e la concorrenza alle sue spalle comincia a crescere.
David Neres è di nuovo disponibile e potrà aumentare i minuti. Con un calendario destinato a infittirsi, ogni posto tornerà a essere contendibile.
Politano deve rimettersi al centro
Sull’altra fascia il discorso riguarda Matteo Politano. Il mancato ritorno in Nazionale si somma a un avvio di stagione non sempre brillante.
Nel frattempo è cresciuto Favasuli, capace di lasciare il segno contro Arsenal e Bologna. Stylo24 ha raccontato l’impatto del giovane esterno sulla squadra di Allegri.
Il tecnico, però, vuole tenere i ragazzi lontani da pressioni eccessive. «La responsabilità non deve essere loro, ma dei più anziani».
È un messaggio che coinvolge anche Politano, chiamato a riprendersi il ruolo di veterano capace di trascinare il gruppo.
Firenze chiude il primo ciclo
La conferenza ufficiale del Napoli conferma quanto Allegri tenga alla sfida.
Dopo Firenze arriveranno tre settimane di lavoro. Beukema potrà ritrovare una condizione migliore, Neres aumenterà il minutaggio e gli infortunati avranno tempo per rientrare.
Prima di tutto questo, però, c’è il Franchi. E lì il Napoli deve capire se Bologna è stato l’inizio di una ripartenza o soltanto una buona giornata.
Intanto davanti la classifica corre
Mentre il Napoli pensa a Firenze, le rivali continuano a muoversi. Roma e Inter pareggiano 2-2 all’Olimpico dopo una gara cambiata completamente nella ripresa.
Konè porta i giallorossi sul doppio vantaggio, poi Lautaro firma la rimonta nerazzurra con due gol.
La Lega Serie A ricostruisce il pareggio tra Roma e Inter, che lascia entrambe agganciate al gruppo di testa.
La Lazio vince a Venezia e sale in vetta, mentre il Cagliari continua a sorprendere passando a Udine. Bologna e Torino chiudono sull’1-1.
L’Inter sbaglia l’avvio e poi si rialza
La squadra di Chivu conferma una tendenza ormai evidente: spesso parte male, poi cambia ritmo.
Contro la Roma accade di nuovo. Dopo il doppio svantaggio, Lautaro riapre la partita e trascina i nerazzurri fino al pareggio.
Gasperini non nasconde la rabbia: «Presuntuosi e superficiali a inizio ripresa quando abbiamo regalato il primo gol, lì è cambiata la storia della partita».
Chivu sceglie invece di guardare alla reazione: «Sbagliamo l’approccio e giochiamo male senza palla, di buono mi tengo la solita reazione del secondo tempo».
Per il Napoli è un altro avviso. Chi vuole restare davanti non può permettersi troppe pause.
Il calcio saluta Sandro Mazzola
La giornata, però, viene attraversata da una notizia che mette in secondo piano risultati e classifiche. Sandro Mazzola è morto a 83 anni.
Allegri lo ricorda prima ancora di parlare del Napoli. «Se ne va un simbolo. Dell’Italia, dell’Inter, del calcio italiano». Poi aggiunge: «Il calcio italiano perde un uomo grandissimo, prima ancora che un grande calciatore».
Figlio di Valentino Mazzola, cresciuto dentro il ricordo della tragedia di Superga, Sandro riuscì a costruire una carriera enorme senza restare schiacciato da quel cognome.
Da Valentino alla Grande Inter
Con l’Inter vinse quattro scudetti, due Coppe dei Campioni e due Intercontinentali. In Nazionale conquistò il titolo europeo e giocò la finale mondiale contro il Brasile.
La Federcalcio lo ricorda come uno dei campioni capaci di attraversare un’epoca.
Il rapporto sportivo con Gianni Rivera segnò una generazione e alimentò per anni il dibattito sulla staffetta in Nazionale.
Mazzola, intanto, continuava a giocare anche una partita privata con il ricordo del padre.
Quella frase di Puskás
Da bambino inventava radiocronache sotto il tavolo di casa. Da adulto segnò sui campi più importanti d’Europa.
Dopo una finale, Ferenc Puskás gli disse: «He jugado con tu padre. Tu eres como el».
Forse fu uno dei momenti in cui Sandro riuscì davvero a separare il proprio nome da quello di Valentino.
Il Napoli parte per Firenze dentro questa giornata. Una partita pesante, una classifica che si muove e il saluto a un campione che apparteneva a tutto il calcio italiano.

















