Il direttore regionale nonché presidente degli anestesisti, Giuseppe Galano, chiede l’aiuto del Ministero per ottemperare a queste gravi mancanze

A Napoli è emergenza 118: carenza di medici, infermieri, autisti e tecnici. La mancanza di personale al servizio territoriale è talmente grave che rischia di non poter più assolvere le sue funzioni fondamentali di diagnosi e cura sul posto. Le carenze, previste a ottobre, per quanto riguarda il personale, ha comportato un ridimensionamento del numero di ambulanze che a Napoli non saranno più 18 ma 17, a cui aggiungere il mezzo di soccorso a Capri.

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Il vero impoverimento, però, consiste nella demedicalizzazione di tre postazioni in cui tre ambulanze tra piazza Nazionale, Chiatamone e Ferrovia facevano presidio. Nel primo caso, un’ambulanza con autista e infermiere a bordo, e negli altri due, a equipaggi che prima avevano il medico e ora non potranno più averlo. Questo significa che delle 12 ambulanze con il medico a bordo, operative a Napoli, da ora in poi ce ne saranno solo 10. Non solo. Se dovesse continuare la migrazione dei medici convenzionati del 118 che recentemente ha subito un gran numero di dimissioni di massa, arrivando all’allontanamento volontario di 20 camici bianchi da marzo scorso, si procederà a demedicalizzare altre ambulanze. Nonostante gli sforzi organizzativi e i sacrifici degli operatori sanitari, le conseguenze immediate del depauperamento del personale 118 sono i 207 turni senza più il medico a bordo, a ottobre, per un totale di 2.484 ore demedicalizzate.

Per ottemperare a queste carenze, l’Asl napoletana sta facendo il possibile per reclutare risorse, anche se la vera soluzione dovrebbe provenire dal Ministero competente affinché ci sia un nuovo reclutamento per il personale del 118: fa sapere Giuseppe Galano, direttore del 118, che le 546 borse di specializzazione per la Medicina di Emergenza e Urgenza sono vacanti, e l’avviso pubblico per 50 posti di medici convenzionati, per il 118 di Napoli, ha visto presentarsi solo 2 persone che non hanno accettato.

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