sabato, Agosto 13, 2022
HomeCulturaNapoli e le donne che l'hanno resa celebre

Napoli e le donne che l’hanno resa celebre

di Francesca Esposito.

La figura femminile ha avuto da sempre un ruolo fondamentale nella storia di Napoli. Attraverso vicende politiche ed imprese rivoluzionarie, tra Napoli e le donne che l’hanno resa grande vi è un rapporto viscerale. Molte hanno lasciato un’impronta indelebile nella Storia della nostra città, lottando con ogni mezzo per ciò in cui credevano, arrivando anche a morire.

Napoli, infatti, nasce dal corpo morente di Partenope, lacerato dal dolore provocato dall’insensibilità di Ulisse alla malia del suo magico canto. In seguito, approdò sull’isolotto di Megaride, dove i pescatori videro la bellissima sirena ormai priva di vita e decisero di seppellirla dove poi sarebbe stato eretto il castello più antico della città, Castel dell’Ovo.

Numerose sono le donne che hanno contribuito a scrivere la storia della nostra bellissima città. Tra le quali:

  • Matilde Serao, figura di spicco nel giornalismo e nella scena letteraria italiana. È stata la prima donna italiana ad aver fondato e diretto un quotidiano, Il Corriere di Roma e fu tra le fondatrici e direttrici di diversi quotidiani: “il Mattino” ed “il Giorno”. Di assoluto rispetto fu la sua attività di scrittrice, pubblicò una miriade di romanzi e racconti, molti dei quali raccolti ne “Il ventre di Napoli”, romanzo suddiviso in due parti, che consiste in una sorta di cronaca riassuntiva di altre cronache d’epoca, basate sul degrado che attanagliava gran parte della popolazione napoletana.
  • Titina De Filippo, figlia naturale dell’attore e commediografo Eduardo Scarpetta e di Luisa De Filippo, sorella maggiore di Eduardo e Peppino, nacque nel quartiere Chiaia in via dell’Ascensione. Icona del teatro napoletano, raggiunse l’apice della sua carriera artistica con l’interpretazione di “Filomena Marturano”, molto sentito e vicino alla sua personalità fu così descritto da lei stessa: “Eccolo il mio personaggio ecco, così ti volevo: violenta, fredda, calma, tragica, comica. Ah! Filumena, ti tengo, ti tengo. Non mi scappi più! Ti porterò con me tutta la vita”.
  • Sophia Loren, pseudonimo di Sofia Villani Scicolone. Considerata tra le più celebri attrici italiane della storia. Entrò a far parte della Settima arte giovanissima e si impose ben presto, agli inizi degli anni cinquanta, grazie ai suoi ruoli in film comici come Pane, amore e… e in pellicole di stampo hollywoodiano, ad esempio Un marito per Cinzia e La baia di Napoli, per il quale è fu candidata al Golden Globe, ma dimostrò anche una grande capacità drammatica con il ruolo in Orchidea nera, grazie al quale vinse la Coppa Volpi per la migliore interpretazione femminile. Verrà diretta nel 1960 da Vittorio De Sica ne La ciociara, per il quale vinse il Premio Oscar, il primo dato ad un’attrice in un film non in lingua inglese. Fu nuovamente candidata al Premio Oscar alla miglior attrice protagonista nel 1965 per il film Matrimonio all’italiana e nel 1991 le fu assegnato l’Oscar alla carriera. Altri suoi film che hanno fatto la storia del cinema italiano sono Una giornata particolare e Ieri, oggi, domani. Sono solo alcuni tra i più importanti riconoscimenti di una donna dalla bellezza e dal talento intramontabile, è stata insignita della cittadinanza onoraria di Napoli nel luglio del 2016.
  • Maria Lorenza Longo Requenses nacque a Lleida, in Spagna. Sposò nel 1483 Joan LLonc, vice-reggente della cancelleria di Ferdinando II d’Aragona e nel 1506, insieme ai suoi tre figli, seguì il marito a Napoli. Aiutata in particolare da Ettore Vernazza, notaio genovese, fondò l’Ospedale di Santa Maria del Popolo degli Incurabili, nei pressi di Porta San Gennaro, inaugurato il 23 marzo del 1522. Anche grazie all’intervento del vescovo di Chieti Gian Pietro Carafa. La Longo fu governatrice dell’ospedale per dieci anni, quando scelse di abbandonarne la guida per fondare un monastero di vita contemplativa.
  • Eleonora de Fonseca Pimentel, patriota, politica e giornalista italiana. Appartenente ad una nobile e colta famiglia portoghese, trovò la morte a Napoli. Eleonora Pimentel Fonseca fu una delle figure di spicco della “Rivoluzione Partenopea” del 1799. Partecipò alla conquista della roccaforte di Castel Sant’Elmo ed inoltre fu proprio la Pimentel Fonseca a dirigere il primo periodico napoletano, infatti, il 2 febbraio uscì il primo numero del “Monitore Napoletano”, periodico bisettimanale di cui divenne direttrice il 25 gennaio. Fu condannata a morte e impiccata nell’agosto seguente a 47 anni, dopo il rovesciamento della Repubblica e la restaurazione della Monarchia dei Borbone.
  • Maddalena Cerasuolo, detta Lenuccia. Ricordata soprattutto perchè partecipò attivamente e con un ruolo significativo all’insurrezione popolare contro l’esercito tedesco, che si svolse a Napoli dal 27 al 30 settembre 1943, passò alla storia con il nome di Quattro giornate di Napoli e tante altre battaglie tra cui lo scontro in difesa del ponte della Sanità dai guastatori tedeschi che volevano farlo crollare. Per questo motivo a lei è dedicato il famoso ponte del quartiere napoletano.
  • La storia di Maria D’Avalos e del suo fantasma risale al 1590, quando lei ed il suo amante Fabrizio Carafa furono scoperti insieme in una delle stanze del Palazzo San Severo da Carlo Gesualdo, Principe di Venosa e legittimo marito di Maria che pugnalò la donna ed il suo amante. Si dice che nelle notti senza luna in Piazza San Domenico si sente ancora il suo lamento.
  • L’unico riferimento a questa figura è fornito da Francesco Petrarca che nel 1341 con il re Roberto d’Angiò avrebbe visitato Pozzuoli allo scopo di incontrare la «famosissima virago Maria, detta poi Maria Puteolana». Infatti, pochi conoscono la “leggenda” di questa donna, della quale non abbiamo una documentazione storica certa
    Secondo la tradizione Maria Puteolana fu una coraggiosa guerriera vissuta a Pozzuoli nel XIV secolo, quando la città sotto il dominio degli Angioini la costrinse a difendersi dagli Aragonesi e dai pirati. Pare che Maria Puteolana perse la vita per difendere Pozzuoli da un attacco degli stessi pirati. Oggi una strada di Pozzuoli è intitolata alla sua figura.
  • Maria Luisa Sanfelice nota anche come Luigia Sanfelice, dei Duchi di Agropoli e Lauriano. Figlia di don Pedro de Molina, generale borbonico di origine spagnola e di Camilla Salinero. In una girandola di amanti e potere, la donna, suo malgrado si trovò coinvolta nella rivoluzione napoletana del 1799 come salvatrice della Repubblica e fu poi condannata a morte dai Borbone.

Queste sono solo alcune tra le figure più rappresentative del panorama napoletano. Hanno fatto la storia in vari ambiti e dopo tanti anni, addirittura secoli, emerge con forza una comune tempra ed un carattere talvolta vulcanico.

Leggi anche...

- Advertisement -