Dopo gli ultimi due mesi, quello che si presenta agli occhi è uno spettacolo che non si vedeva da un secolo.

Il mare del Golfo di Napoli è ringiovanito durante il lockdown. I dati riportati dal sito di campionamento della stazione Anton Dohrn, “MareChiara”, presente a 75 metri di profondità al largo delle coste del capoluogo campano, non lasciano adito a dubbi. E’ il rovescio della medaglia. Quello che si specchia nella presenza di animali selvatici in territori occupati dall’uomo e anche in una limpidezza delle acque che non si vedeva così da quasi cento anni. Insomma, una volta concesse le nuove aperture della fase 2, chi potrà tornare a tuffarsi, magari concedendosi una immersione in profondità, si troverà di fronte uno spettacolo unico.

Nulla a che vedere con l’allarmante temperatura di appena un anno fa. La più alta del secolo. C’è stata persino una rifioritura delle alghe nell’area dell’ex Ilva. E tutto ciò nonostante gli scarichi delle fogne. Dimostrando quanto il vero problema siano gli scarichi abusivi che finiscono direttamente nelle acque. E’ indubbiamente presto per cantare vittoria e fidarsi dell’uomo, ma quello che i napoletani si stanno trovando di fronte è uno spettacolo che, se non altro, un giorno potranno raccontare.

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