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di Giancarlo Tommasone

Poco più di 160mila euro (163.934,43 oltre Iva al 22%) per «l’esecuzione del servizio di manutenzione ordinaria delle alberature radicate sul territorio del Comune di Napoli, per il biennio 2018-2019».

Appena centosessantamila euro di base d’asta al ribasso (che può raggiungere anche il 20-25 per cento) per un servizio
che è complesso e articolato,
perché necessita di risorse
di uomini e di mezzi

I dati sopra riportati si riferiscono al bando pubblicato dal Servizio Verde del Comune. Napoli conta sul territorio comunale un elevato numero di parchi pubblici: ben 53, distribuiti all’interno delle dieci Municipalità. Se si fanno un po’ di calcoli ci si potrà rendere conto come 160mila euro (la cifra, si badi bene è soggetta al ribasso) in due anni, fanno 6.600 euro al mese. Per la manutenzione non solo dei 53 parchi cittadini, ma dell’intero verde che va sotto il controllo del Municipio di Napoli.

A ciò si aggiunga il fatto che la città fa i conti anche
con un parco giardinieri e agronomi vicinissimi al pensionamento

Uno screening di Valerio Esca su Il Mattino (27 agosto 2016), attraverso il quale il giornalista ipotizzava le eventuali ripercussioni per i successivi due anni, fissava l’età media dei 140 giardinieri e dei 4 agronomi in servizio per il Comune, a 62 anni. Il servizio di manutenzione in città, dunque, appare inadeguato e inconsistente, anche se le unità in campo sono numerose. Oltre ai 140 giardinieri impiegati al Comune, ce ne sono altri 600 in servizio presso le Municipalità.

Non dimentichiamo che all’Arenella, per la riapertura
del Parco Mascagna, si sono attesi nove mesi

Quasi un anno di chiusura, per la caduta di un grosso ramo di cedro. L’episodio, come si evinse in una nota, avrebbe reso indispensabile una dettagliata analisi storica del parco e successivamente anche a una valutazione di stabilità di tutte le alberature presenti. Ma vale pure sottolineare il fatto che proprio la mancata manutenzione e l’incuria provocherebbero una soluzione tardiva a scapito proprio del verde: è il caso delle decine di pini mediterranei  abbattute a Posillipo. Gli alberi sono stati attaccati da un parassita che ha infestato le piante sulle strade panoramiche della collina di Napoli. Altri alberi dovrebbero essere abbattuti nei prossimi giorni.

C’è dunque il rischio di un vero e proprio disboscamento della città. Altro episodio da tenere in conto quello delle palme a Via Marina. Nemmeno il tempo di allocarle, che le piante californiane sono state condannate a una lenta agonia. Dimenticate insieme ai cantieri dei lavori infiniti che interessano la zona. Tornando ai fondi bisogna sottolineare che, se è vero, la loro pochezza sia conseguenza dell’opera di spending review del Governo centrale, è altrettanto vero che le risorse, seppur parche, potrebbero e dovrebbero essere meglio distribuite dagli amministratori locali.

La morte dello studente di 21 anni

Una premessa doverosa: la morte di Davide Natale, è avvenuta in seguito alla caduta di un albero che si trovava all’interno dell’area verde dell’Istituto Motori del Cnr, in via Claudio. E quindi non su un’area soggetta alla manutenzione da parte del Comune, anche se lo stesso Comune ha il potere di vigilanza pure sulle aree private, nel caso in esse vi sia un pericolo per la pubblica e privata incolumità. Ciò detto, nell’intera città, durante la giornata di ieri si è rischiato di annotare altre vittime. Per i prossimi bandi di gara relativi alla manutenzione del verde, quindi sarebbe meglio destinare spese superiori a 160mila euro. Magari sacrificando qualche festa e qualche evento e facendo pagare l’occupazione di suolo pubblico. Non dimentichiamo che con delibera numero 3 del 25 maggio 2018, il Comune di Napoli ha applicato la riduzione del canone Osap (occupazione di spazi ed aree pubbliche) in occasione della manifestazione «Aperol Spritz-Live». Lo sconto (sempre dell’80%) è stato esteso anche ad altri 3 eventi enogastronomici da svolgere sul Lungomare liberato. Giusto per fare un altro esempio, il Capodanno in Piazza Plebiscito, quello con i Terroni Uniti, pubblicizzato all’inizio come evento in cui gli artisti si esibivano gratis, è costato al Comune (vedi pure ai contribuenti) ben 114mila euro. La manutenzione del verde 160mila, di base d’asta al ribasso.

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