La vittima del crollo del cornicione in Via Duomo, il 66enne Rosario Padolino

di Giancarlo Tommasone

ad

Si svolgeranno nel pomeriggio di oggi, alle 18.30, al Duomo di Napoli, i funerali di Rosario Padolino, il commerciante 66enne, morto l’8 giugno, colpito da un pezzo cornicione staccatosi da un palazzo, in Via Duomo. Sarà un momento di silenzio, di dolore, ma per gli amministratori, che hanno proclamato il lutto cittadino, dovrà essere anche un momento di riflessione, perché non si può morire come è capitato a Rosario, per strada, a pochi metri dal suo negozio di abbigliamento.

Lutto cittadino
nel giorno
dei funerali
di Rosario Padolino

Per l’accaduto è stata aperta una inchiesta, al momento gli indagati sono tre, si tratta di due amministratori, e dell’ex amministratore degli stabili ai civici interessati dal crollo, il 228 e il 236 di Via Duomo. Non è la prima volta, a Napoli, che si verificano tragedie come quella del 66enne. La memoria va subito alla morte del giovane Salvatore Giordano, avvenuta nel 2014. Salvatore fu investito da calcinacci che si staccarono dalla Galleria Umberto I.

Cinque episodi
in una settimana

Ma da allora, la situazione sembra non essere migliorata. A testimoniare una città «segnata» dal pericolo di crolli, gli episodi che sono stati registrati i giorni dopo il decesso di Padolino. La sera del 10 giugno, un crollo di materiale laterizio nel centro storico di Napoli. Questa volta, il cedimento di strutture murarie ha interessato un edificio in Vico Mattonelle, nella zona di Porta Capuana. A rimanere ferita una ragazza nigeriana, che ha riportato, per fortuna, solo un lieve trauma cranico. Il 15 giugno, un altro crollo di calcinacci. E’ accaduto a Monte di Dio. Porzioni di intonaco sono venute giù dal palazzo che si trova accanto al teatro Politeama. L’area è stata poi interdetta alla circolazione, ad eseguire i rilievi, i vigili del fuoco, che sono intervenuti sul posto, immediatamente allertati dai cittadini. Non solo crollo di calcinacci, in città si fanno pure i conti con il cedimento di alberi e di pali della luce, o di sostegni per la segnaletica stradale.

Domenica 9 giugno, in Via Cimarosa, al Vomero, nei pressi della Floridiana, un albero si è schiantato al suolo, sfiorando un centauro che in quel momento si trovava a percorrere l’arteria stradale. Nella giornata di ieri, in Via Leopardi a Fuorigrotta, ha ceduto un palo della luce, evidentemente usurato. Solo per un caso non si sono registrati feriti. Poche ore prima scena simile era stata registrata alla Riviera di Chiaia, dove un palo che reggeva un lampione si è praticamente piegato verso la strada.

All’Arenella, invece,
è da tenere sotto
osservazione lo stato
dei pali della
segnaletica
stradale

Le condizioni dei sostegni preoccupano i residenti: in Via Stasi, è venuto giù da tempo il segnale che avvisava della presenza di parcheggio per persone con problemi di disabilità, mentre in Via Blundo è «crollato» il segnale che indicava la zona occupata dalle strisce blu. In entrambi i casi, non si sono registrati danni a persone e a cose. Ma è stato, anche questa volta, soltanto per un caso fortuito. Di chi la responsabilità dei crolli. Il sindaco Luigi de Magistris ha parlato di un problema che è nazionale. Ciononostante i cittadini invocano maggiore attenzione da parte degli amministratori locali, che primi tra tutti, hanno il compito di occuparsi della sicurezza di pedoni, centauri e automobilisti, quando questi si trovano a percorrere una strada o un’area pubblica.