(Nelle foto Luigi Caiafa e il padre Ciro, a destra con alcuni alberi rubati)

Luigi Caiafa, figlio del capozona dei Terracciano-Mazzanti, aveva da tempo perso la bussola. Intanto indagini subito a un bivio: la pistola dei ragazzini era una replica

di Luigi Nicolosi

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Dai furti di alberi di Natale, rivendicati con orgoglio sui social con tanto di fotografie in “paranza”, allo spaccio di droga, fino alla rapina costatagli la vita poco prima dell’alba di oggi. Quella di Luigi Caiafa, che avrebbe compiuto 18 anni il prossimo dicembre, è stata un’esistenza costantemente vissuta sul filo. Nonostante la giovanissima età, il ragazzino ucciso durante un presunto conflitto a fuoco con la polizia aveva infatti già un curriculum criminale di preoccupante spessore. Il suo cognome era del resto da tempo noto agli archivi delle forze dell’ordine: il padre Ciro è inoltre stato in passato ritenuto da inquirenti e investigatori come uno degli uomini di punta del clan Terracciano-Mazzanti dei Quartieri Spagnoli. Quest’ultimo ha però a suo carico solo procedimenti “minori” e non è mai stato processato per fatti di camorra.

Tornando a Caiafa jr, il ragazzino ormai da tempo aveva perso la bussola. Un’esistenza tragica, puntellata di cattive amicizie e un precedente per droga. Da qualche tempo il 17enne aveva trovato un lavoretto precario, ma nonostante ciò aveva continuato a battere la vita del male. Il drammatico epilogo non si è purtroppo fatto attendere è andato in scena poco prima dell’alba di oggi, quando insieme al complice, il 18enne Ciro De Tommaso, figlio dell’ex capoultras e oggi pentito “Genny ’a carogna”, stava cercando di rapinare tre persone in auto nella zona bassa di via Duomo. La scena non è passata inosservata agli occhi di una pattuglia della Squadra mobile che, proprio in quel frangente, stava pattugliando il territorio. Gli agenti, dopo che De Tommaso ha estratto e puntato contro di loro un’arma, poi rivelatasi essere una pistola replica, hanno quindi fatto fuoco. Tre i colpi di pistola esplosi. Luigi Caiafa, centrato in pieno da una delle pallottole, è morto sul colpo.

Le indagini sulla vicenda sono intanto appena partite. Le vittime della tentata rapina sono state ascoltate in questura fino alla tarda mattinata di oggi. Il poliziotto che ha fatto fuoco non risulta invece al momento indagato, ma la sua posizione è al vaglio e sarà interrogato domani da pm titolare dal fascicolo. L’agente ha intanto ricevuto unanime solidarietà dai massimi vertici della polizia e dai rappresentanti sindacali. I familiari di Caiafa chiedono intanto chiarezza sulla drammatica scomparsa del loro congiunto, mantenendo, almeno per il momento, un basso profilo. 

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