(Nelle foto i rilievi sulla scena del crimine e la vittima Alessandro Riso)

ll 29enne pregiudicato vicino al clan Cifrone potrebbe non essere stato colpito per “errore” durante una stesa. Fari puntati sulla rivalità con i Balzano

di Luigi Nicolosi

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Non vittima per caso, bensì obiettivo predeterminato di un micidiale raid. È questa l’ipotesi alla quale, pur con tutte le cautele del caso, gli investigatori della questura di via Medina stanno lavorando incessantemente da ormai 24 ore. La polizia vuole al più presto fare luce sull’omicidio del 29enne pregiudicato Alessandro Riso, ucciso mercoledì sera a Miano in un agguato di stampo camorristico, e per questo motivo sta passando al setaccio ogni aspetto e retroscena relativi ai recenti trascorsi criminali della vittima.

Le indagini, almeno in questa fase iniziale dell’inchiesta e vista l’assenza di testimoni oculari, stanno muovendo i primi passi partendo dalla ricostruzione balistica dell’agguato. Sul selciato, in via Vittorio Veneto, sono stati repertati sei bossoli esplosi da una calibro 7,65: la classica pistola usata dai killer di camorra. Due colpi si sono conficcati sulla saracinesca del negozio di detersivi di proprietà di Salvatore Cifrone, stretto congiunto dei cugini ras ma incensurato e fin qui risultato estraneo alla vicenda, mentre un terzo ha centrato Alessandro Riso dritto al petto. Proprio quest’ultima circostanza farebbe propendere i detective della Squadra Mobile verso l’ipotesi che il 29enne di Piscinola sia stato colpito deliberatamente dai killer e non per errore, vale a dire a causa di una pallottola vagante esplosa durante una stesa intimidatoria. Allo stato attuale si tratta però soltanto di scenari ancora al vaglio e nessuna pista investigativa è stata pertanto accantonata.

Su un binario parallelo le indagini stanno poi cercando di fare luce sui recenti trascorsi criminali della vittima. Riso ormai da qualche anno era finito nel mirino delle forze dell’ordine. In passato aveva del resto già scontato otto anni di reclusione per rapina e sequestro di persona. Il giovane nel 2017 era stato inoltre gravemente ferito a coltellate. Da qualche tempo, stando ai rumors raccolti dalla polizia, aveva iniziato ad accostarsi ad alcuni soggetti di spicco del clan Cifrone, il gruppo attualmente egemone a Miano dopo il tracollo dei Lo Russo e il ridimensionamento dei Balzano, messi alle corde dalle ultime retate e dal pentimento di Luca Covelli. Proprio sulla voglia di rivalsa della cosca di “abbasc Miano”, da tempo in rotta di collisione con i Cifrone, si stanno focalizzando in questa fase i primi sospetti delle forze dell’ordine.

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