Remo Minopoli e Matteo Brambilla

Il consigliere del M5S, Matteo Brambilla a Stylo24: l’ho incontrato una sola volta, ha letto un foglio e non ha saputo rispondere alle domande che gli ho fatto su quanto riferito.

Direttore generale o Consiglio di amministrazione, il problema non è mai quante persone gestiscono un’ente, ma quali capacità hanno per farlo. Ed è un delitto che Mostra d’Oltremare possa passare in mano a privati, perché quelle capacità non riescono a ritrovarsi nelle persone che la gestiscono. E’, in sostanza, il pensiero di Matteo Brambilla, consigliere del M5S al Comune di Napoli, riferito a Stylo24 sulla diatriba in corso e su tutto ciò che non va rispetto alle potenzialità della struttura di Fuorigrotta. A cominciare dal presidente Remo Minopoli.

Qual è il suo giudizio sul presidente della Mostra d’Oltremare?

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“Io non lo conosco molto bene. L’ho incontrato una sola volta in video conferenza, perché doveva presentare la situazione economica della Mostra. In quell’occasione ha letto un foglio, ma di fronte alle mie domande sui dati che ci aveva comunicato sul bilancio non mi ha saputo rispondere, dicendo che avrebbe dovuto chiedere al direttore amministrativo e quant’altro. Lì ho capito che ci sono dei problemi. Il presidente dovrebbe dovrebbe sapere di cosa sta parlando. E’ imbarazzante che non abbia saputo dare una risposta a un consigliere su un argomento così importante. La verità è che lui viene da un certo tipo di mondo, mentre magari Mostra d’Oltremare avrebbe bisogno di altre professionalità”.

E’ d’accordo nel ripristinare il ruolo di dg della Mostra?

“Un direttore unico comporta costi in meno, questo è innegabile, ma il problema non è mai nel numero di persone, quanto nel capire se le persone che occupano quel ruolo hanno delle specifiche professionalità o meno. Non è una questione di quanti metti, ma di chi metti. Fino a quando le partecipate vengono utilizzate come parcheggio per politici, quando non si riesce a dare un assessorato si dà una partecipata, diventa indifferente se c’è un dg o un cda. E’ differente, invece, se le persone vengono scelte per le loro capacità. Il Comune deve piazzare Napoli Servizi e Mostra d’Oltremare. E credo che in quest’ottica, il gruppo Mundo, Mirra e altri, che adesso è confluito in Italia Viva, debba avere qualcosa. E torniamo sempre allo stesso discorso, in cui si ottiene non per merito, ma perché così deve andare”.

Sarebbe immaginabile una privatizzazione della Mostra?

“Credo che sarebbe prima di tutto un delitto. Parliamo di potenzialità enormi. Mi piange il cuore nel pensare a come, per esempio, a Rimini nella tassa di soggiorno un ruolo importante arrivi dalla parte congressuale. Parliamo di 3000-3500 persone alla volta, attraverso le quali si entra in un circuito nazionale e internazionale molto redditizio. Cosa che non avviene a Napoli e a Mostra d’Oltremare, dove gli eventi vengono intercettati solo in minima parte. Parliamo di potenzialità che potrebbero farne un serbatoio anche economico, oltre che di sviluppo turistico, importante per il Comune. E’ assurdo che in altre città il turismo anche congressuale valga cento volte di più di quanto vale a Napoli, dove c’è una location simile. E non dimentichiamo che l’area comprende Edenlandia, lo Zoo, il palazzetto dello Sport abbandonato, l’ex cinodromo. Tutto ne potrebbe trarre vantaggio. Ci vuole una idea progettuale unitaria di tutta la zona da parte del Comune, altrimenti il risultato è quello che stiamo vedendo. Con un fallimento dietro l’altro”.