Lobotka stende il Bologna, ma la svolta arriva dalla panchina: Lang accende la fascia, De Bruyne prende il comando e Allegri trova la prima gioia al Maradona
Il Napoli torna a vincere e lo fa cambiando pelle nell’intervallo. Un gol di Lobotka basta per piegare il Bologna, ma dentro l’1-0 del Maradona c’è molto più del risultato. Ci sono i cambi di Allegri, l’impatto immediato di Favasuli e Lang, gli undici chilometri di De Bruyne e una squadra che, dopo un primo tempo impastato, trova finalmente velocità e coraggio.
La cronaca ufficiale del club conferma il peso dell’azione decisiva: Favasuli entra, attacca sulla destra e serve Lobotka per il gol che decide la partita. il racconto ufficiale di Napoli-Bologna
Prima il Napoli gira senza trovare la porta
Allegri parte con Vergara e lascia Lang fuori. Prima della gara ammette: «Speriamo di aver indovinato la scelta». Il campo restituisce una risposta meno semplice.
Vergara corre, stringe i denti e prova a dare una mano. Il problema è collettivo. Il Napoli tiene il pallone, cambia disposizione, passa dalla difesa a quattro a quella a tre e poi si abbassa con cinque uomini. Produce più del Bologna, ma non riesce a trasformare il possesso in pressione continua.
De Bruyne ha la prima grande occasione e manda fuori. Hojlund sfiora il palo di testa. Dall’altra parte Theate trova anche la rete, cancellata dal fuorigioco.
È un Napoli che cerca ancora la propria forma. Una situazione già emersa nelle settimane precedenti, quando [Stylo24 aveva raccontato una squadra sempre più dipendente dalla qualità di De Bruyne] la centralità di De Bruyne nel nuovo Napoli.
Allegri muove le fasce e la partita si accende
All’intervallo arriva la scelta che cambia tutto. Fuori Politano e Vergara, dentro Favasuli e Lang.
Bastano pochi secondi per vedere un’altra velocità. Lang punta subito l’uomo, dribbla e calcia. Favasuli entra senza timori, attacca Miranda, recupera palloni e porta energia sulla fascia.
Allegri spiegherà poi la svolta così: «Il calcio è bello per questo, perché è imprevedibile. Sono stati decisivi due calciatori che magari non tutti si aspettavano. Ma sono contento. Mica solo per Favasuli: anche Politano nel primo tempo ha fatto bene, non bisogna dimenticare che gioca tanto. Poi con energia fresca siamo riusciti a cambiare il ritmo».
Ed è proprio il ritmo il punto. Il Napoli smette di girare attorno al Bologna e comincia ad attraversarlo.
Lang manda un messaggio dopo settimane complicate
Noa Lang si prende la fascia dopo settimane vissute spesso fuori dal campo, tra tensioni, musica e discussioni. Quando entra, però, fa ciò che gli viene chiesto: punta l’avversario.
Controllo, accelerazione, dribbling e tiro. Poi ancora palloni giocati e progressioni. Il Napoli ritrova un esterno capace di creare superiorità, caratteristica che era mancata nella prima parte della gara.
Allegri non gli concede comunque sconti: «Lang deve essere più decisivo nel chiudere l’azione. È questione di testa e non tecnica».
Il rapporto tra tecnico e olandese resta così un cantiere aperto, già raccontato da [Stylo24 nel quadro delle tensioni e delle rotazioni offensive] il caso Lang e le scelte di Allegri.
Favasuli entra e si prende il Maradona
Poi c’è Costantino Favasuli. A ventidue anni entra e gioca come se il Maradona fosse casa sua.
Tunnel, recuperi, contrasti e soprattutto l’assist per Lobotka. Il dato più significativo non è soltanto la giocata decisiva. Favasuli porta in campo una qualità che al Napoli serviva: la voglia di andare avanti appena riceve palla.
«Una settimana bellissima per me, non credevo in un impatto così. Mi sono fatto trovare pronto grazie all’aiuto di tutti qui».
E sulla posizione non apre discussioni: «Dove il mister vuole, io gioco».
Allegri vede la stessa disponibilità: «Ragazzo che ha energia pazzesca, ha entusiasmo e quando è entrato l’ha trasmessa a tutti. C’è bisogno di questi ragazzi che portano questa carica, può fare l’esterno ma piano piano tornerà a fare quello che deve fare: il terzino».
Lobotka corre, costruisce e alla fine segna
La firma sul tabellino appartiene però a Stanislav Lobotka.
Lo slovacco gioca una partita piena. Si abbassa, detta i tempi, raddoppia, corre e trova anche lo spazio che nessuno si aspetta. Quando Favasuli entra in area e alza la testa, Lobotka è già lì.
Destro, palla sotto Pessina e Maradona in piedi.
La [Lega Serie A registra il suo gol come quello decisivo dell’1-0] la scheda ufficiale di Napoli-Bologna. Non è soltanto una rete pesante. È anche l’immagine di un centrocampista che si inserisce proprio mentre il Napoli deve rinunciare ad altri uomini capaci di farlo.
Allegri lo spiega parlando del doppio play: «C’è grande intesa tra i due, perché sanno fare bene il palleggio, meno negli inserimenti. Poi è vero che ha fatto gol. Ma hanno nelle corde degli inserimenti corti, non 50 metri. Ma senza Anguissa e Mctominay non resta che adeguarci a quello che abbiamo a disposizione».
De Bruyne percorre undici chilometri e si prende la squadra
Se Lobotka decide la partita, Kevin De Bruyne ne tiene insieme i pezzi.
Corre per undici chilometri, cerca spazi, scende fino alla propria area, torna avanti e prova due volte il gol. Tocca il pallone 85 volte, appena due meno di Spinazzola.
Soprattutto capisce quando la partita chiede altro. Nella prima parte resta vicino a Hojlund. Poi arretra, riceve dai centrali e prova a spostare il Bologna con il passaggio.
Da un suo recupero e dalla successiva apertura nasce l’azione del gol.
Allegri conferma il cambio di compiti: «Questo è perché sta giocando. Il secondo tempo è cresciuto, mentre nel primo era troppo schiacciato e allora gli ho detto di muoversi di più per trovare la superiorità numerica, perché se salta l’uomo è tutto più facile. E nella ripresa l’ha trovata».
È il progetto che [Stylo24 aveva indicato già all’inizio del nuovo corso di Allegri] il Napoli costruito attorno a De Bruyne: mettere il belga nelle condizioni di incidere senza imprigionarlo in una sola zona del campo.
Hojlund lotta ma resta lontano dal gol
Chi continua a fare fatica è Hojlund.
Il centravanti combatte con Heggem, viene seguito anche lontano dall’area e prova a costruire sponde. Nel primo tempo ha una buona occasione, poi cresce nella ripresa senza riuscire a lasciare il segno.
Quando entra Lucca, Allegri chiede qualcosa di diverso. E nel finale perde la pazienza per una palla gestita male.
«Sembrava attaccato a una gruccetta, gli ho detto di aprire le spalle. Ma ha fatto bene come ha fatto bene anche con l’Arsenal. Può migliorare, a livello mentale c’è bisogno di avere fiducia. Ma l’ultima palla doveva gestirla meglio, deve tagliare dentro e quel punto lì può fare il 2-0. Meno male che la partita è finita, perché sennò avremmo concesso un’altra azione ai nostri avversari».
Dietro torna finalmente lo zero
La vittoria porta con sé anche un’altra notizia: il Napoli non prende gol.
Rrahmani e Marin controllano Piccoli e poi Odgaard. Milinkovic-Savic trascorre gran parte della partita senza interventi complicati e nel finale blocca la conclusione di Mbangula.
Rrahmani fotografa così il momento: «Dopo tre sconfitte è stato difficile trovare questa forza e la personalità di entrare con il piede giusto nel campo. Siamo entrati bene e dipende dall’avversario».
Poi parla del compagno di reparto: «Rafa non ebbe troppo spazio quando arrivò la prima volta. Non ebbe tanto spazio, ma dopo che ha giocato a Villareal è diventato un giocatore forte».
Allegri trova la rabbia che chiedeva
Alla fine Allegri può finalmente festeggiare al Maradona.
«Sì, lo sono, speravo di vincerne finalmente una. Dovevamo essere lucidi, lo dobbiamo imparare a fare. Era una partita che abbiamo conquistato con rabbia, tecnica e voglia. Sono tre punti meritati».
Il tecnico lega il successo anche a ciò che era mancato nelle sconfitte precedenti: «Credo che i risultati non siano arrivati perché c’è mancata la rabbia in certi momenti. Come è successo a San Siro. Come ho visto anche nel primo tempo con il Bologna, quando abbiamo staccato la spina e concesso due occasioni. Non dobbiamo farlo. In questo dobbiamo migliorare perché se avessimo avuto questa determinazione e questa rabbia anche con Como e Inter, non so come sarebbe andata. Ora teniamo ben in mente l’obiettivo: essere alla pari degli altri in campionato e passare il turno in Champions».
Il finale nervoso non gli è piaciuto: «Ripeto, mi sono arrabbiato perché alla fine potevamo gestire meglio alcune situazioni, dovevamo gestirla nella loro metà campo e non nella nostra. Ma sono cose su cui dobbiamo lavorare. Il Bologna è una squadra fisica, poteva darci difficoltà, invece abbiamo costruito tanto. Ora godiamoci questa vittoria, che sia la prima di un ottimo inizio».
Adesso il Napoli deve capire quale squadra vuole diventare
Il risultato rimette ossigeno nei polmoni, ma non risolve tutto. Hojlund e Lucca devono ancora sbloccarsi, Lang deve trasformare gli strappi in giocate decisive e il sistema intorno a De Bruyne continua a cambiare.
La direzione, però, si vede.
La partita ufficiale si chiude con la seconda vittoria stagionale del Napoli e il primo successo interno, come certifica anche [il report della Lega Serie A] il resoconto ufficiale della vittoria azzurra.
Allegri ha trovato tre punti e due giocatori capaci di modificare la partita dalla panchina. Favasuli, soprattutto, ha trasformato una serata bloccata nella sua prima grande notte azzurra.

















