Operazione della Dda: clan decapitati tra Forcella e Sanità. Pizzo a decine di imprese e soldi riciclati anche con criptovalute.
Napoli, 71 arresti contro la camorra: blitz tra centro e periferia
Un blitz antimafia scuote Napoli e porta a 71 arresti contro la camorra. L’operazione è scattata all’alba tra centro storico e quartieri popolari. Carabinieri e polizia hanno eseguito quattro ordinanze di custodia cautelare coordinate dalla Direzione distrettuale antimafia.
L’inchiesta ha colpito tre cartelli criminali storici. Sotto accusa i gruppi Giuliano-Mazzarella, Mauro-Pirozzi-Savarese e Contini. Le accuse sono pesanti: associazione mafiosa, traffico di droga, estorsioni, riciclaggio e detenzione di armi.
Gli investigatori parlano di un sistema radicato nel tessuto economico cittadino. Il blitz anticamorra a Napoli, infatti, ricostruisce anni di pressione criminale su imprese e commercianti. Le indagini coprono un arco temporale che va dal 2018 fino a oggi.
La strategia del terrore contro le imprese
Secondo gli inquirenti, i clan avevano imposto il pizzo a decine di attività commerciali. Pizzerie, trattorie, pescherie e cantieri erano finiti nel mirino. Il messaggio era chiaro e brutale.
Un affiliato lo racconta in una intercettazione: «Lo sai cosa ho fatto? Sono andato a prendere i soldi della pizzeria e del “Puzzulano” e li ho divisi». Poi la frase che sintetizza il clima nel quartiere: «Me li hanno dati tutti quanti».
Gli investigatori parlano di un controllo capillare delle attività economiche. Inoltre i clan avrebbero imposto pagamenti periodici per consentire lavori e ristrutturazioni.
I quartieri sotto assedio nella notte del blitz
L’operazione ha coinvolto numerosi quartieri della città. Le forze dell’ordine hanno agito tra Forcella, Duchesca, Maddalena, Sanità, Poggioreale, Arenaccia e rione Amicizia.
In totale gli arresti sono 71, a fronte di quasi 200 indagati. Il dispositivo investigativo è stato coordinato dal procuratore di Napoli Nicola Gratteri e dall’aggiunto Sergio Amato.
Gli arresti sono così suddivisi: otto per il gruppo Giuliano-Mazzarella, ventitré per il cartello Mauro-Pirozzi-Savarese e trentanove per il clan Contini.
L’omicidio Durante e il ruolo dell’autista del killer
Tra le misure eseguite figura anche quella nei confronti di Vincenzo Brandi, 31 anni. L’uomo è accusato di aver fatto da autista al killer nell’omicidio di Emanuele Durante.
Durante, giovane affiliato al clan Sequino della Sanità, sarebbe stato ucciso dal suo stesso gruppo. Il sospetto era quello di aver organizzato una trappola contro l’amico Emanuele Tufano, morto in un agguato avvenuto nell’ottobre precedente in piazza Mercato.
Gli investigatori hanno identificato Brandi anche grazie alle scarpe indossate il giorno del delitto.
Il pizzaiolo che ha denunciato il racket
Tra gli episodi chiave dell’indagine emerge la storia di Mario Granieri, pizzaiolo del centro storico. L’imprenditore ha denunciato le pressioni del cartello Pirozzi-Savarese.
Le minacce erano esplicite. «Qua comando io, ti tiro gli occhi da fuori dimenticati il muratore», gli avrebbero detto gli estorsori. Poi l’avvertimento finale: «Altrimenti la storia non finisce qui».
Granieri è rimasto l’unico imprenditore a denunciare apertamente il racket.
Criptovalute e dark web: la nuova frontiera del riciclaggio
L’inchiesta apre anche uno scenario più moderno sul riciclaggio dei proventi criminali. Secondo la procura, la camorra starebbe utilizzando criptovalute e dark web per ripulire denaro sporco.
Il presunto regista di queste operazioni sarebbe Emmanuele Palmieri, ritenuto vicino al vertice del clan Contini. Durante una perquisizione nella sua abitazione i carabinieri hanno trovato contanti, gioielli e orologi di lusso.
Il procuratore Nicola Gratteri ha spiegato la nuova dimensione del fenomeno: «La camorra ricicla anche attraverso le criptovalute, perché mostra una particolare dimestichezza nel dark web».
Secondo gli investigatori, il sistema consentirebbe di trasformare rapidamente il denaro delle estorsioni in investimenti immobiliari e asset digitali difficili da tracciare.
















