I tre napoletani scomparsi in Messico

di Giancarlo Tommasone

Un giallo su cui pende una terribile possibilità. Che potrà essere scartata definitivamente soltanto nelle prossime ore o – nel caso in cui la notizia del ritrovamento dei 5 cadaveri venisse confermata anche dal punto di vista dell’attualità – attraverso l’effettuazione del test del Dna. Perché ci sarebbero 5 corpi senza vita, appartenenti a persone non identificate. Il macabro rinvenimento, secondo organi di stampa messicana, è avvenuto a Chilapa. Sono giorni di ulteriore apprensione, dunque, per i familiari dei tre napoletani scomparsi in Messico e di cui non si hanno più notizie dallo scorso 31 gennaio. Ad intervenire, con alcuni chiarimenti sulla vicenda del ritrovamento dei 5 cadaveri, è stato Claudio Falleti, legale dei parenti di Raffaele Russo, di suo figlio Antonio e del nipote Vincenzo Cimmino.

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I tre napoletani scomparsi in Messico

“Ad oggi i nostri connazionali risultano scomparsi”, ha dichiarato, attraverso una nota l’avvocato Falleti. Il legale è intervenuto per commentare la notizia, riportata qualche giorno fa dai media messicani, del ritrovamento di cinque corpi senza vita. I cadaveri sarebbero stati rinvenuti nei dintorni di Chilapa, nello stato messicano di Guerrero, vale a dire nella zona sudorientale del Paese. Secondo il legale delle famiglie dei tre scomparsi, “il testo della notizia riportata dai giornali è quasi identico a una news già pubblicata nel mese di novembre 2017, (stando alla quale) i corpi ritrovati sono 5, non identificabili, in buste di plastica”.

Una foto tratta da Facebook dei tre – zio, figlio e nipote – a cena in Messico

Faletti dunque mette l’accento sulla temporaneità degli accadimenti. “Data la ‘vetustà temporale’ della notizia – afferma – e dei numerosissimi parallelismi, crediamo che qualora fossero stati rinvenuti dei corpi le nostre autorità ci avrebbero già comunicato qualcosa, ma al momento la Farnesina non ha confermato nulla”.

Una foto di Raffaele Russo sparito in Messico

L’avvocato ha tenuto pure a sottolineare il fatto che a Jalisco è presente uno studio legale incaricato (dallo stesso Falleti) e dalla famiglia dei tre napoletani, che “sta tenendo sotto controllo la situazione”. In queste ore, fa sapere ancora Falleti, “in collaborazione con una collega dell’Ilustre Colegio Abogados de Madrid, abbiamo predisposto un ricorso alla Cidh di Washington (Corte Interamericana Derechos Humanos) affinché possa adottarsi una misura cautelare immediata in una situazione di estrema gravità e urgenza in cui è necessario prevenire danni irreparabili alle persone, perché ad oggi, i nostri connazionali risultano ancora dispersi”. Tornando ai fatti relativi al rinvenimento dei cinque cadaveri, ci sarebbe dunque la possibilità che la notizia rappresenti niente altro che la riproposizione del racconto di un ritrovamento effettuato molto prima della scomparsa dei tre napoletani. Nel frattempo l’apprensione delle famiglie continua a crescere. Una storia, quella di Raffaele e Antonio Russo e di Vincenzo Cimmino, che sembra riservare giorno dopo giorno nuovi colpi di scena.

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