SOSTIENI L’INFORMAZIONE GRATUITA, LIBERA E NON SCHIERATA, BASTA UN GESTO
DI CORTESIA: CLICCA QUI E LASCIA UN LIKE SULLA PAGINA FACEBOOK DI STYLO24.IT

di Giancarlo Tommasone

ad

«Sono passati quasi nove mesi, adesso basta. Ho perso la pazienza». A parlare è Silvana Esposito, moglie di Raffaele Russo, e madre di Antonio. Dei due napoletani e del loro parente, Vincenzo Cimmino, non si hanno più notizie dallo scorso 31 gennaio, quando per loro, si sono interrotte le comunicazioni tra Italia e Messico.

Spariti nel nulla, zero informazioni nonostante una ricompensa da 2 milioni
di pesos (89.500 euro) messa a disposizione per chiunque sia in grado di fornire
notizie sui tre scomparsi

A nulla ha portato il ponte (al momento puramente) ideale imbastito prima dal vecchio Governo, poi da quello nuovo. «I politici – dichiara Silvana Esposito a Stylo24non hanno ‘sprecato’ nemmeno un secondo del loro prezioso tempo per cercare di sapere dove siano finiti i nostri cari. Finora abbiamo avuto un comportamento paziente, corretto, abbiamo aspettato, ma siamo arrivati al limite». Silvana Esposito, che già in precedenti occasioni aveva lanciato appelli dalla nostra testata, promette battaglia: «Presto torneremo a scendere in piazza, a Roma, e lo faremo con fermezza. Abbiamo il diritto di sapere dove si trovino i nostri familiari e il Governo ha il dovere di sostenerci e di impegnarsi seriamente per dare delle risposte. Vorrei che per un istante si mettessero nei miei panni. Nei panni dei familiari di Lello (Raffaele), Antonio e Vincenzo».

Nel frattempo si attende anche che venga accettata la rogatoria
per interrogare le cinque persone messicane arrestate

Che potrebbero, attraverso le proprie eventuali dichiarazioni, fornire elementi per risolvere quello che al momento risulta essere un vero e  proprio rebus. «Un’altra attesa che sembra eterna, ma io dico che i primi a muoversi debbano essere il Governo e la magistratura italiana, se attendiamo segnali dal Messico, allora abbiamo voglia di aspettare. E di tempo ne è passato già troppo». Effettivamente nulli i feedback dell’attività svolta fin qui dalla politica italiana, che è sembrata non prendersi carico in maniera fattiva di un caso che merita ben altro impegno. Troppi i forfait fin qui dati dai rappresentanti istituzionali, a partire proprio dal sindaco di Napoli, Luigi de Magistris, che, per dirne una, non ha nemmeno partecipato alla fiaccolata che si è tenuta a Napoli, il 28 febbraio scorso, per chiedere notizie sui tre partenopei scomparsi in Messico e per sensibilizzare opinione pubblica e Governo, affinché si potenziassero le indagini.

SOSTIENI L’INFORMAZIONE GRATUITA, LIBERA E NON SCHIERATA, BASTA UN GESTO
DI CORTESIA: CLICCA QUI E LASCIA UN LIKE SULLA PAGINA FACEBOOK DI STYLO24.IT

Riproduzione Riservata