di Giancarlo Tommasone

Domani saranno cinque, i mesi di silenzio, un lungo periodo di comunicazione interrotta tra i tre cittadini napoletani scomparsi in Messico e i propri familiari. E’ dal 31 gennaio scorso che non si hanno più notizie di Raffaele Russo, del figlio Antonio e del nipote Vincenzo Cimmino.

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Finora a nulla
sono valsi gli appelli,
la ricompensa da due milioni di pesos
(89.500 euro) per cercare di reperire informazioni per mettersi sulle tracce
dei nostri connazionali,
l’attività delle istituzioni
messicane
e di quelle nazionali

Silvana Esposito con il marito Raffaele e il figlio Antonio

«Non so cosa dire, diciamo che la situazione è pressoché identica da mesi. Finora non si è stati capaci di compiere passi importanti per sapere dove si trovino i nostri cari», dichiara a Stylo24, Silvana Esposito, moglie di Raffaele Russo e madre di Antonio. Sotto i riflettori la figura di don Angel, fantomatico boss messicano, che secondo le risultanze investigative, avrebbe pagato per il sequestro di Raffaele, Antonio e Vincenzo. «Questo don Angel ogni tanto torna in gioco – afferma ancora Silvana Esposito – ma nel frattempo i mesi passano e non si riesce a stabilire di chi si tratti; anche in questo caso ci troviamo davanti a notizie inconsistenti che provengono dal Messico. Ho appreso dalla trasmissione ‘Chi l’ha visto?’ che ci sarebbe anche un identikit di questa persona, però mi chiedo perché nessuno la cerchi e perché non si indaghi a fondo».

La speranza di Silvana: tra qualche giorno
potrebbero arrivare notizie dal Messico

Il presidente della Camera, Roberto Fico, ha incontrato i parenti dei tre napoletani scomparsi in Messico

«Spero che tra qualche giorno ci siano novità sulla nostra vicenda – dice Silvana – Almeno questo è quanto ci hanno anticipato, ma non so di che tipo di novità si tratti. Ormai siamo abituati al silenzio e andiamo avanti solo con la forza della speranza di poter riabbracciare i nostri familiari». Nessuna richiesta di riscatto né informazioni utili, nonostante ci sia una ricompensa da due milioni di pesos? «Assolutamente no, possiamo soltanto sperare. Non sono arrivate segnalazioni, né tantomeno ci è stato chiesto un riscatto», risponde Silvana Esposito.  Tutto immutato, dunque, l’ultimo atto è rappresentato dall’incontro – avvenuto a Roma qualche settimana fa – tra i familiari di Raffaele, Antonio e Vincenzo e il presidente della Camera, Roberto Fico. Quest’ultimo ha assicurato che l’attenzione sul caso non calerà.

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