Il boss Nicola Rullo al momento di un arresto operato dai carabinieri

Udienza preliminare fissata al prossimo febbraio, 58 imputati in totale

Fondi bancari mascherati da mutui, fondi che grazie a una fitta rete di professionisti compiacenti (un direttore di banca, un consulente finanziario, un notaio) riuscivano ad essere intercettati dal boss dell’Arenaccia, Nicola Rullo, e impiegati per acquistare abitazioni e attività commerciali.

E’ questa la tesi della Dda partenopea che si è vista accogliere la richiesta da parte del gup del Tribunale di Napoli: è stata fissata a inizio febbraio la data dell’udienza preliminare. Sono 58 gli imputati che dovranno scegliere se sottoporsi al rito ordinario o a quello abbreviato. Secondo l’accusa, i fondi sarebbero stati intercettati grazie all’intervento dei professionisti ed erogati, sotto forma di «mutui», a un prestanome del gruppo guidato dal 50enne dei Contini, Nicola Rullo, anche detto ’o ’nfamone. La notizia sull’avvio del processo è stata riportata dal quotidiano Il Roma.

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