giovedì, Ottobre 6, 2022
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Municipalità, Bassolino: «Manfredi responsabile, doveva intervenire prima»

L’ex sindaco intervistato da Stylo24: «Un ritardo ingiustificabile da qualunque punto di vista»

di Mauro Della Corte

In città infuria la polemica dopo l’intervento del difensore civico regionale, Giuseppe Fortunato, per la mancata nomina delle giunte delle dieci Municipalità di Napoli che, a quasi sette mesi dalle elezioni, sono ancora in alto mare. Troppi i candidati desiderosi di ricoprire le 40 poltrone in ballo, poco coraggiosa la politica nel prendere una decisione.

Una situazione al limite della paralisi amministrativa denunciata più volte, in passato, per sollecitare il sindaco Gaetano Manfredi a intervenire. Tra i primissimi a levare la voce contro l’immobilismo di Palazzo San Giacomo è stato l’attuale consigliere comunale di opposizione Antonio Bassolino, già ministro del lavoro, due volte presidente della Regione Campania e per due mandati sindaco del capoluogo partenopeo. «Sono intervenuto più volte nei mesi scorsi, pubblicamente e in consiglio comunale, nella sala dei Baroni, per richiamare l’attenzione del sindaco su questo tema. Mi è sembrato doveroso farlo perché il funzionamento delle istituzioni è essenziale» afferma Bassolino a Stylo24.

«Le Municipalità dovrebbero avere più poteri e più funzioni, si sente dire in giro. E ci sono varie osservazioni critiche sull’incisività del loro operato nella vita dei cittadini. Tutto giusto e indubbiamente dobbiamo adoperarci per garantire alle Municipalità più risorse e più poteri ma, intanto, è importante che funzionino, queste Municipalità. Con tutti i loro difetti e problemi ma anche con tutte le cose che possano fare. Ecco perché più volte ho posto l’accento su un problema importante per la nostra città».

L’intervento del difensore civico per risolvere uno stallo durato quasi 7 mesi: solo ora sembra che Manfredi si sia deciso a intervenire.

«Sette mesi sono tanti. Un tempo enorme. Un ritardo ingiustificabile da qualunque punto di vista si guardi alla vicenda. Io per la verità non penso, come ho visto sottolineare in queste ore da diversi esperti anche in diritto costituzionale e in questioni giuridiche, che il difensore civico regionale abbia il potere per commissariare. Ma il problema esiste. La verità è che spettava a Manfredi intervenire. Anche per quello che riguarda la diffida. Spettava e spetta al sindaco la messa in mora dei partiti e poi l’eventuale decisione da prendere. Anche perché il sindaco è il sindaco, è la più importante autorità istituzionale della città».

Lei ha denunciato problemi di lentezza anche riguardo alla convocazione delle elezioni per la città Metropolitana. La lentezza sembra contraddistinguere Manfredi e il suo entourage

«Più che lentezza mi è apparsa una pratica del rinvio. In primo luogo delle stesse elezioni comunali, ma in questo caso l’ha fatto il governo nazionale. Elezioni che si dovevano svolgere a maggio, si sono tenute a ottobre. Dopo il rinvio delle amministrative abbiamo avuto il rinvio del voto in Città Metropolitana. Tutti i grandi Comuni, che sono andati al voto il 3 e 4 ottobre, hanno poi fatto le elezioni per rinnovare il consiglio metropolitano ben prima di Napoli. Infine adesso le Municipalità. Non esiste nessun’altra situazione come quella napoletana. In nessuna delle dieci municipalità si è formato l’esecutivo».

Quello che è accaduto in questi mesi ha dimostrato che la maxi coalizione potrebbe portare problemi al sindaco nella gestione della città per accontentare tutti?

«Le tredici liste della coalizione, che ha vinto nettamente le elezioni, e l’esercito di candidati, sono stati molto importanti per affermarsi in modo netto. Tanto sono state importanti per vincere però, quanto sono un problema – dopo le elezioni – per governare, senza la pratica del rinvio. È sotto gli occhi di tutti. In un mio intervento in consiglio comunale ho chiesto al sindaco di dire basta. C’è un punto limite oltre cui non si può andare. E questo punto limite è stato già ampiamente superato. Non è giusto per la città, per i tanti problemi dei cittadini. Per quello che le Municipalità devono e possono fare, sia pure con i poteri attuali».

Come reputa l’operato del sindaco fino a ora?

«Se mi riferisco al sindaco e all’attività dell’amministrazione comunale, per questa fase, è un giudizio critico. Noi siamo ben oltre i 100 giorni che hanno sempre rappresentato, per tutte le istituzioni, una prima tappa importante in cui redigere un resoconto iniziale dell’attività svolta. Quello che mi ha colpito è che il sindaco e la giunta non ne hanno fatto uno. Un bilancio vero, alla città, all’opinione pubblica: abbiamo fatto a, b, c e d. Non c’è stato nulla di tutto ciò. Ora siamo a sette mesi e tuttora il tempo del sindaco e dell’amministrazione è un verbo sempre declinato al futuro. Il futuro è molto importante, figuriamoci. Ma il futuro dipende anche dal presente che viviamo, un presente declinato assai di rado. Questo non va bene e non è giusto perché il presente è fondamentale, perché è il presente che costruisce il futuro».

«Perché dico giudizio critico, perché se domando ai cittadini che incontro: ma tu vedi una vera novità? Ma tu senti in giro, nell’aria un clima di cambiamento? Non si sente, non si vede. E questo invece è importante proprio per costruire. Il sentimento della fiducia e il protagonismo dei cittadini sono fondamentali. Perché se il cittadino vede che si riparano bene le strade, che c’è più ordine sui marciapiedi, che il tempo di attesa della metro si riduce, cioè se il cittadino vede diverse cose che attengono alla sua vita quotidiana, allora si impegna di più. Crede di più nel futuro. Ecco tutto questo non c’è ancora. Non è scattato un sentimento in città, un sentimento di soddisfazione, di consapevolezza che tutti quanti insieme possiamo farcela. Questa connessione con i cittadini non la vedo».

Lei, con la sua grande esperienza, su quale campo sarebbe intervenuto per primo.

«Le buche stradali, la manutenzione. In diversi quartieri ci sono strade che sembrano bombardate. In diversi quartieri e nelle diverse zone della città. Soprattutto per la sicurezza dei cittadini, per le casse del comune, per tutto. Le piccole cose hanno una enorme importanza perché tante piccole cose fanno grandi cose».

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