Traffico notturno in tilt e inquinamento acustico in una delle zone calde della movida napoletana (foto di repertorio)

I 23 cittadini di Bagnoli si sono visti respinta la richiesta di risarcimento danni avanzata contro gli enti pubblici

Niente da fare per i 23 cittadini di Bagnoli, che aveva chiesto il risarcimento dei danni al Comune di Napoli e all’autorità portuale, rispetto alla vicenda annosa della movida selvaggia, quella del disturbo della quiete pubblica, nelle ore notturne, a causa della presenza di sette discoteche dislocate tra Piazza Bagnoli e Via Coroglio.

Stando alle conclusioni del giudice Barbara Tango, i responsabili del disturbo della quiete pubblica sono soltanto i gestori dei locali. I 23 cittadini, dunque, hanno visto andare in fumo la possibilità di chiedere il risarcimento dei danni agli enti pubblici, che secondo la loro tesi non sarebbero intervenuti per tutelare la quiete dei residenti. La notizia è stata riportata dal quotidiano la Repubblica.

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