La movida nella zona dei Baretti
La movida nella zona dei Baretti

di Giancarlo Tommasone

Mentre si attende l’emissione di un’ordinanza che almeno si spera, dovrebbe far migliorare la situazione nella zona della movida napoletana, ci si rende conto che a farla da padrone è in generale, l’immobilismo. Al netto delle manifestazioni sbandierate dai residenti di Chiaia e del Vomero, del gridare allo scandalo in seguito agli ultimi fatti di sangue avvenuti nella zona dei baretti, del vedersi impiegate ben 4 volanti della polizia su sei per evitare che si ripetano sparatorie, accoltellamenti, risse, disturbo della quiete pubblica, coloro che vivono in prima persona il disagio hanno fatto ben poco. Almeno rispetto ad alcuni cittadini del centro storico di Palermo, mille, che hanno intentato causa al Comune, chiedendo i danni per quanto subìto finora.

La rivolta dei cuscini a Palermo
La rivolta dei cuscini a Palermo

I siciliani hanno infatti tenuto subito a sottolineare che al popolo della notte appartiene, oltre a quello della movida, anche quello dei residenti che deve dormire per alzarsi la mattina presto e andare al lavoro. Qualche sera fa, poi, è stato effettuato un flash-mob in piazza Pretoria. «La rivolta dei cuscini» ha visto i residenti del centro palermitano lanciare i guanciali in aria, chiedere al sindaco Leoluca Orlando di poter dormire e poi stendersi in piazza come a recuperare il sonno tranquillo perduto. Ma i palermitani non si fermano al successo mediatico dell’iniziativa, perseguono infatti una battaglia legale contro il Comune.

I cittadini dei comitati nati a Palermo contro la movida selvaggia hanno intrapreso una class-action nei confronti del Municipio, a cui hanno intenzione di chiedere i danni alla salute provocati dallo stress, dal sonno negato e dall’invivibilità della porzione di città in cui abitano. Da sottolineare la svalutazione che negli ultimi mesi ha interessato gli immobili che si trovano nella zona; deprezzamento avvenuto proprio in virtù degli effetti in negativo della movida sulla quiete pubblica. Ai comitati non è sfuggita la recente sentenza del tribunale di Brescia che ha condannato il Comune della città lombarda al risarcimento, con la somma di 50mila euro, di due residenti, che avevano intentato causa contro quella parte del popolo della notte senza regole.

I palermitani si sono dunque affidati a un pool di legali per far rispettare i propri diritti. Nel frattempo i napoletani si fermano alle manifestazioni occasionali di protesta contro Palazzo San Giacomo, che però appaiono più come assemblee di condominio, alla fine delle quali non si decide alcunché. Sulla vicenda movida i cittadini partenopei, dobbiamo dirlo, perdono malamente il confronto con bresciani e palermitani. Parlare conta poco, servono i fatti.