sabato, Gennaio 22, 2022
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Movida, i baretti reclutano social media manager e addetti stampa

di Giancarlo Tommasone

Una volta i gestori dei locali ricorrevano ai pr, adesso si affidano ad addetti stampa e social media manager. E’ l’evoluzione naturale dei tempi, è quanto sta avvenendo per i titolari dei baretti che si trovano nelle aree della movida partenopea, per una partita che si gioca pure sui giornali, su Facebook e Instagram.

La ‘battaglia della movida’ su giornali e social

Il punto è che la questione movida, più si avvicina l’estate, più diventa calda. E allora nello ‘scontro’ con i residenti e con altri gestori considerati ‘virtuosi’ è meglio farsi trovare pronti. Perché a meno di un mese dalla scadenza dell’ordinanza comunale anti-movida (per una eventuale prosecuzione o una nuova ordinanza al Comune al momento è tutto fermo, ndr), a Chiaia, come riporta Valerio Esca su Il Mattino, si apre un nuovo fronte: quello della battaglia ‘fratricida’ tra i gestori dei locali. In diciassette (i cui baretti si trovano nell’area di Via Ferrigni, Vicoletto Belledonne e Vico dei Sospiri) hanno scritto una missiva al sindaco Luigi de Magistris, attraverso la quale sottolineano che qualsiasi tipo di “orario di chiusura dei baretti a Chiaia è frutto soltanto di alcuni esercenti di Via Bisignano, che hanno una clientela molto anziana, che predilige l’aperitivo e non la movida”.

La lettera vuole pure informare il sindaco del documento che si sta redigendo
in Prima Municipalità

Il sindaco di Napoli, Luigi de Magistris

Qui il presidente Francesco de Giovanni ha sposato la lotta del fronte formato dai cittadini che si dicono esasperati dalla movida e dai titolari dei ‘baretti virtuosi’ di Via Bisignano.

L’ordinanza siglata da de Magistris risale al novembre scorso

Tornando alla regolamentazione di de Magistris dello scorso 16 novembre, gli esercenti della missiva, affermano che i sei mesi di ordinanza sono stati devastanti per l’economia dei bar. Con quel documento siglato dal sindaco, oltre a Chiaia, i divieti imposti dall’Amministrazione, vigevano (e vigono) per la zona di Via Aniello Falcone, di Piazza Bellini e di Coroglio. Erano dunque state ‘salvate’ dal Comune le aree che ospitano i centri sociali e zone non proprio silenziose, come quella di Via Bellini, Via Mezzocannone e Piazza San Domenico.

La protesta dei residenti del Vomero
La protesta dei residenti del Vomero

Sullo sfondo della ‘battaglia della movida’ anche episodi preoccupanti. Rappresentati, ad esempio dalle lettere intimidatorie recapitate alla Prima Municipalità e dirette al presidente Francesco de Giovanni e all’assessore Fabio Chiosi. Inquietanti le minacce e le offese subite dai residenti di Via Mattia Presto – anche attraverso esplicite scritte sui muri della zona – che avevano protestato per l’apertura di un nuovo locale. Per non parlare del cittadino esasperato dal rumore della folla e dal suono assordante della musica, che, il 14 ottobre scorso ha lanciato un vaso da fiori dalla finestra del suo appartamento in Via Cavallerizza a Chiaia, fortunatamente senza colpire nessuno. L’uomo la mattina dopo, accompagnato dal suo legale di fiducia, si è recato presso il commissariato di polizia San Ferdinando. Per quei fatti è stato denunciato.

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