Quando il curriculum diventa un optional

di Giancarlo Tommasone

Tra qualche settimana, Remo Minopoli compirà 35 anni. Il 2019, per lui, si è chiuso con un risultato importante: come largamente anticipato da Stylo24, è stato nominato dal sindaco Luigi de Magistris, presidente del Cda dell’Ente Mostra d’Oltremare. Molte critiche sono piovute, da più parti, dopo l’ufficializzazione dell’incarico, soprattutto perché il curriculum di Minopoli (tra l’altro fratello di Massimo, consigliere deMa della X Municipalità, e molto legato all’assessore Alessandra Clemente) appare tra i meno competitivi tra quelli presentati. Trentotto persone in totale, a partire dallo scorso novembre, hanno partecipato al bando indetto per sostituire il dimissionario Alessandro Nardi.

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La notizia anticipata da Stylo24 /
«Il fratello del consigliere municipale
deMa alla guida della Mostra»

Il 34enne si è imposto su competitor, che sulla carta hanno esperienze, profili e titoli ben più qualificati e idonei a ricoprire l’incarico di presidente. Ad esempio tra coloro che hanno presentato la candidatura, c’era Amedeo Manzo, amministratore di Napoli Holding. Manzo, economista e presidente della Banca di Credito Cooperativo è, per intenderci, quello che ha salvato Anm. Minopoli si è imposto non solo su Manzo, ma su una rosa di candidati altrettanto validi. Nel curriculum del gestore del Block Boutique Bar di Pozzuoli, si legge che ha una laurea in Scienze del Turismo ad indirizzo manageriale, conseguita nel 2009 con un voto di 98 su 110. Dal 2016 al 2019 ha ricoperto il ruolo di direttore Cas (centro accoglienza straordinaria) presso il Castagno Residence; dal 2015 al 2019, è stato project manager-responsabile attività Bicycle House Napoli presso la Galleria Principe di Napoli; nel 2012 è stato project manager di Beyond The Youth. Dieci anni fa ha svolto anche mansioni di responsabile di booking e tour manager per il progetto artistico Capone & Bungt Bangt.

La lista dei candidati
e i rispettivi titoli

Il curriculum di Minopoli si è imposto, solo per citare alcuni nomi, su quello di Antonio Ascione, vertice della Sms Engineering, uno che nel 2016, ha ricevuto il premio per l’innovazione conferito dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella; ha superato quello dell’ex sindaco di Aversa (fascia tricolore dal 2002 al 2012), Domenico Ciaramella; oppure quello di Lorenzo Caporaletti, che vanta una esperienza gestionale con Alitalia e Air One. Minopoli si è imposto anche su un ricercatore del Cnr, Roberto Micera, che annovera master alla Bocconi e un elenco assai lungo di docenze universitarie. E ancora, il gestore del bar (anche se quest’ultima voce non è presente nel curriculum presentato) è stato preferito ad Andrea Esposito, ex direttore generale ai Lavori pubblici e Mobilità del Comune, e all’architetto Riccardo Festa, staffista di lungo corso a Palazzo San Giacomo.

E la gestione
del Block Boutique Bar di Pozzuoli
non viene inserita
tra le attività svolte dal 34enne

Ma tornando alla nomina di Remo Minopoli, va detto pure che l’incarico, di gran prestigio e remunerato con 55mila euro all’anno, è privo di deleghe. Ruolo di amministratore e propriamente operativo, in seno al Cda, è ricoperto, invece, da Valeria De Sieno (consigliere delegato dal sindaco). L’altro componente del consiglio di amministrazione dell’Ente Mostra d’Oltremare, è Alessandro Limatola. Ma cosa ha detto Luigi de Magistris rispetto alla nomina del 34enne? «Minopoli – ha dichiarato il sindaco – è una persona in grado di aprire quel luogo al territorio, farlo diventare meta culturale, turistica, di intrattenimento visto che ora la Mostra è un po’ fuori dal boom di viaggiatori che attraversano la città. La Mostra ha una potenzialità enorme, si è fatto un buon lavoro ma si deve fare molto di più». Sarà pure così, fatto sta, lo ribadiamo, che il curriculum di Minopoli impallidisce di fronte a quelli di molti altri candidati, che come lui hanno presentato la domanda per ricoprire l’incarico.