L'Ospedale San Giovanni Bosco

di Giancarlo Tommasone

La delega a procedere nelle indagini è partita dalla Procura alle 11.30 di ieri, vidimata dal pubblico ministero titolare dell’inchiesta sul decesso del 50enne Maurizio Busciolano. Il dentista è morto all’Ospedale del Mare lo scorso martedì, colpito da un arresto cardiaco di sette minuti mentre si stava sottoponendo a una Tac.

MUORE DURANTE UNA TAC
ASCOLTATI I PARENTI

La nota emessa dalla Procura ha di fatto avviato le indagini dal punto di vista operativo. E nel pomeriggio di ieri gli agenti della caserma Raniero hanno potuto ascoltare i parenti di Busciolano, quali persone informate dei fatti. Le audizioni che prevedono l’escussione di tutti coloro che sono coinvolti nell’excursus ospedaliero del 50enne, continueranno anche oggi. E’ previsto che questa mattina gli agenti ascoltino il responsabile del Pronto soccorso del San Giovanni Bosco e quello dell’Accettazione dell’Ospedale del Mare.

NELLE PROSSIME ORE SI ATTENDONO
I PRIMI NOMI SUL REGISTRO DEGLI INDAGATI

Al momento l’inchiesta ha portato al sequestro della salma del 50enne. Ma anche a quello delle due cartelle cliniche che lo riguardano. Nessun nome è stato ancora inserito nel registro degli indagati, ma nelle prossime ore vi potrebbero essere iscritti quelli delle prime due persone. L’inchiesta è sì alla fase embrionale. Ma da quanto appreso da Stylo24, l’attenzione delle indagini – almeno nell’immediato – sarebbe puntata al San Giovanni Bosco. Nosocomio dove Busciolano è stato condotto nelle prime ore di lunedì scorso dopo aver accusato forti dolori addominali.

L'Ospedale del mare (Stylo24)
L’Ospedale del mare (Stylo24)

Gli inquirenti vogliono fare luce anche sulle dinamiche del trasferimento del dentista dal presidio di via Filippo Maria Briganti all’Ospedale del Mare. E’ da ipotizzare che si indaghi sulle fasi della comunicazione avvenuta tra i due nosocomi nel corso del periodo temporale che va dalla partenza all’arrivo del paziente, da San Carlo all’Arena a Ponticelli.

SOTTO LA LENTE DEGLI INQUIRENTI
LA TESTIMONIANZA DELLA MOGLIE

Altri particolari da non sottovalutare sono emersi all’atto della denuncia della moglie di Busciolano agli agenti della caserma di via Tanucci. La donna ha dichiarato che “per l’assenza di personale addetto non si riusciva ad individuare il padiglione preposto per l’accettazione, tanto è vero che abbiamo vagato a vuoto, unitamente agli infermieri del 118 per trovare un ascensore funzionante e idoneo al trasporto della barella”.

Inoltre ha messo nero su bianco che durante un colloquio con una dottoressa del reparto di Rianimazione – dopo che era stata notiziata circa l’attacco cardiaco che aveva colto il marito e sulle condizioni critiche di quest’ultimo – chiedeva “se fosse stata effettuata una Tac, ma la dottoressa (indicata nella denuncia come ‘la stessa’, nda) riferiva che era stata effettuata una Tac ‘parziale'”.

Questi, due dei nodi da sciogliere dagli inquirenti, nell’attesa che si possa effettuare l’autopsia sul cadavere del 50enne, esame che aiuterà a ricostruire dinamica dei fatti e a individuare la causa del decesso.