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587 morti bianche in Italia da gennaio a luglio, cioè 84 al mese. Di queste, 414 sono avvenute durante il lavoro e 173 nel tragitto per raggiungerlo. Tra le regioni, la peggiore è la Lombardia, con 55 decessi. Sono questi gli ultimi numeri INAIL, diffusi oggi in una nota dall’Osservatorio Sicurezza sul Lavoro Vega di Mestre, che parla di “piaga irrisolta nel nostro Paese”. La proiezione statistica a fine anno dei dati dei primi sette mesi si avvicina molto alle 591 vittime del 2017, con un decremento che non raggiunge neppure lo 0,7%. Il maggior numero di decessi su lavoro si registra in Lombardia, con 55 decessi da inizio anno. Seguono Emilia Romagna (47), Veneto (44), Piemonte (36), Lazio (32), Campania e Toscana (18), Sicilia (22), Calabria (18), Friuli (15), Liguria, Puglia e Abruzzo (13), Marche e Basilicata (10), Sardegna (9), Umbria, Molise e Trentino Alto Adige (5).

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A livello provinciale, invece, il dato peggiore arriva da Roma, con 26 morti. A stretto giro Milano, dove le vittime sono state 20, poi Torino (18), Napoli (16), Bologna (11), Udine, Brescia e Treviso (10). Il settore in cui si conta il maggior numero di vittime in occasione di lavoro è quello delle Costruzioni (con 68 decessi) seguito dalle Attività Manifatturiere (55) e dal settore dei Trasporti e Magazzinaggi che fa rilevare 53 morti; mentre nel Commercio, riparazione di autoveicoli e motocicli, agenzie di viaggio e servizi di supporto alle imprese i morti sono 18. La metà delle 587 vittime aveva un’età compresa tra i 50 e i 65 anni e 93 di loro erano di nazionalità straniera. Allargando il campo al totale degli infortuni sul lavoro, Roma si conferma capofila, con 36 episodi, seguita da Milano (26) Torino (22), Napoli (19), Bologna e Venezia (15).

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