Il trentenne intanto resta in carcere con l’accusa di omicidio preterintenzionale

Il gup di Nola ha rinviato a giudizio Michele Antonio Gaglione, 31 anni, accusato dell’omicidio volontario della sorella, Maria Paola, la giovane ventenne morta la notte tra il 10 e 11 settembre scorsi, ad Acerra, a causa di una rovinosa caduta dallo scooter guidato dal compagno transgender Ciro Migliore, che era inseguito dal 31enne. Il processo inizierà il prossimo 7 aprile davanti alla prima sezione della Corte di Assise di Napoli.

Secondo gli inquirenti l’incidente in cui Maria Paola trovò la morte fu provocato proprio da Michele Antonio (difeso dall’avvocato Giovanni Cantelli), che era contrario alla relazione tra Ciro e la sorella. Al processo è stata ammessa la costituzione di parte civile dell’Arcigay.

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Intanto ieri la Corte di Cassazione ha confermato la decisione del Riesame di Napoli riguardo la detenzione in carcere di Michele Antonio Gaglione. Il trentenne resta in carcere con l’accusa di omicidio preterintenzionale, contestata dagli inquirenti. Il trans Ciro Migliore, lo scorso 23 febbraio, è stato arrestato dai carabinieri con l’accusa di spaccio di sostanze stupefacenti. Sull’accusa di omicidio volontario per la quale la Procura di Nola ha chiesto l’arresto, l’indagato sta attendendo la decisione del Tribunale del Riesame di Napoli.

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