venerdì, Ottobre 7, 2022
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Addio a Claudio Garella, eroe del primo scudetto. Pastorin: «La morte di un portiere è come quella di un poeta»

Com’è purtroppo noto ieri è venuto a mancare Claudio Garella, lo storico portiere del primo scudetto del Napoli. Ed è struggente il ricordo del giornalista Darwin Pastorin: “La morte di un portiere è come la morte di un poeta: svaniscono la fantasia, la follia, la purezza, la bellezza. Claudio Garella fu un anarchico del ruolo, uno che “parava senza mani”. Vinse uno scudetto con il Verona e uno con il Napoli, e siamo alla vigilia di Verona-Napoli, amava Torino e il Toro.

Morte Garella, il ricordo del giornalista Darwin Pastorin

Lo ricordo a Chivasso, con il poeta Maurizio Cucchi, commuoversi per la poesia, in dialetto piemontese, dedicata da Giovanni Arpino al Grande Torino. Era un uomo buono, mite, generoso. Ho avuto la fortuna di conoscerlo nei miei giorni da cronista: mai un peccato di arroganza o di presunzione. Mai. Fu campione con Maradona e con Galderisi, fu per tutti un buon compagno, fuori e dentro il prato verde, e in porta riusciva a compiere miracoli da racconto di Osvaldo Soriano. Era un numero uno per davvero. Un eterno, solare e malinconico ragazzo”. Lo si apprende dal profilo Facebook di Pastorin. Parole davvero commoventi. Che la terra ti sia lieve, Garellik.

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