Nicola Morra, presidente della commissione Antimafia

A difendere il senatore sono rimasti soltanto i componenti M5S della commissione parlamentare

Continua a essere al centro delle polemiche l’ex grillino Nicola Morra, presidente della commissione parlamentare Antimafia. E le ripercussioni di uscite per niente felici – tra le ultime della serie, la visita «improvvisata» al centro vaccinale di Cosenza – lo hanno portato a conquistare la scena in negativo, con Salvini e Meloni che ne hanno chiesto le dimissioni, e con la difesa, sempre più striminzita – affidata agli M5S della Commissione – che ormai annaspa contro chi, quando si parla di Morra, afferma: quello che si occupa solo della Calabria.

Nel frattempo la commissione è praticamente in uno stato di immobilismo, perché nei fatti l’organismo è attraversato da una crisi interna; con l’Antimafia che non ammette la sfiducia a Morra, anche se le critiche nei confronti del presidente sono all’ordine del giorno. Al primo posto il perseverare sulla linea dei cosiddetti cold case, che su volere di Morra, la commissione si ostinerebbe a rincorrere.

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Il quotidiano la Repubblica, rendiconta anche delle critiche che su Morra, piovono dai dem Walter Verini e Franco Mirabelli, entrambi in commissione. «Morra deve ridare piena autorevolezza alla commissione. Decida come, ma lo faccia», dice Merini. E Mirabelli gli fa eco: «C’è un presidente che usa l’Antimafia più per finalità politiche che per la prioritaria funzione di indagine e di proposte. Dovrebbe privilegiare il ruolo istituzionale e non qualunque vicenda che faccia scalpore».

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