Molo beverello
Il Molo Beverello

La denuncia dell’imprenditore napoletano Alfredo Giacometti: adesso saranno i cittadini a dover pagare le strutture che io avevo offerto gratuitamente.

“Nel 2015 il Molo Beverello era un caos, i turisti non sapevano cosa fare. Mi offrii di allestire le strutture di attesa e informazione gratuitamente in cambio di vendere pacchetti. Ho speso quasi 800.000 euro, è andato tutto bene fino al 2019, poi è cominciata una battaglia e ora sto smontando tutto”. A parlare è Alfredo Giacometti, imprenditore napoletano, che ha racconta, in una conferenza stampa tenutasi questa mattina, la vicenda di cui è protagonista suo malgrado. Tutto comincia nel 2015, attraverso una richiesta che arriva “dall’allora commissario Basile – spiega Giacometti -. E poi nel 2017 il presidente del Porto Pietro Spirito mi chiese anche di installare altoparlanti per gli annunci e due grandi led per gli orari delle navi. In cambio vendevo spazi pubblicitari e per pagare il personale dell’info point che mi era stato chiesto, potevo vendere pacchetti turistici lì”.

Tutto sembra andare per il verso giusto, fino al 2019, quando “un’altra ditta che lavorava lì – spiega Giacometti – cominciò anch’essa a vendere pacchetti turistici che mi era stato assicurato che avrei avuto in esclusiva. Feci reclamo”. L’inizio della fine, afferma l’imprenditore, vittima, a suo dire, di una serie di vicissitudini, fino allo smonto delle strutture che aveva offerto gratuitamente per l’approdo. Ma Giacometti, convinto di aver subito un abuso d’ufficio ad opera del neopresidente dell’Autorità portuale, non si arrende. Anzi, con l’avvocato civilista Angelo Pisani e il penalista Leonardo Polito, è pronto ad agire a tutela dei suoi diritti e di quelli dei cittadini, che dovranno pagare le nuove strutture al posto di quelle “offerte gratuitamente” da lui.

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