Se anche – come alcune fonti della Soprintendenza fanno sapere – il vecchio Molo Angioino dovesse essere in parte rimosso (leggi: demolito), nonostante fosse stato vincolato, questo dovrebbe avvenire certamente sotto il controllo e il coordinamento di un archeologo dello stesso Ente. Nelle foto pubblicate da Stylo24 non si vede nessuno, invece: a parte un paio di operai alle prese con le manovre della ruspa.

Chi ha autorizzato, quindi, gli addetti al cantiere a intervenire con un martello pneumatico in assenza di un esperto sul posto?
La vicenda del cantiere di Piazza Municipio è lunga e articolata. Nel luglio 2011 il Comune di Napoli richiede le aree per la stazione Metro Porto della linea 1 pari a 6912 metri quadrati. Che vengono consegnate il 1 settembre 2011. Due anni dopo, circa, vengono affidate all’Amministrazione – e quindi alla società Metropolitana – ulteriori aree per consentire il proseguimento dei lavori per la costruzione di un’enorme rampa di collegamento tra Piazza Municipio e la Stazione marittima sottopassando Via Marina. Una rampa pedonale che tuttavia ha un’enorme larghezza.
Per anni l’area è rimasta vuota, priva di mezzi ed operai. La Soprintendenza, negli ultimi anni, ha effettuato rilievi di dettaglio e gli archeologi già un anno e mezzo fa hanno messo in vista l’antica banchina il cui primo impianto risale all’epoca di Carlo I d’Angiò nel XIII secolo. Vennero messe in luce le bitte di ormeggio, le banchine e il camminamento pedonale, gran parte del quale dovrebbe essere inserito nella fermata-museo del porto. A meno che non finisca, nuovamente, sotto i colpi del martello pneumatico.

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