di Giancarlo Tommasone

Un altro pezzo di futuro del Movimento 5 Stelle passerà dalle elezioni regionali che si terranno in Molise la prossima domenica. Vedremo se l’impasse che sta caratterizzando le consultazioni per il nuovo Governo avrà o meno riverberi, per i grillini, sulle votazioni per eleggere il governatore.

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Del resto, le Regionali hanno assunto un ruolo preciso per gli equilibri politici romani. Ad esempio, quelle in Friuli, che vedono coalizzate Lega e Forza Italia, hanno portato Matteo Salvini a tenersi ben lontano dallo «scaricare» Silvio Berlusconi.

Tornando invece alle elezioni molisane, non poco imbarazzo ha rappresentato per il Movimento, il fatto che il candidato presidente pentastellato Andrea Greco, 33enne di Agnone, in provincia di Isernia, abbia una parentela acquisita alquanto scomoda. Premettiamo che «i peccati compiuti dai padri non devono ricadere sui figli» e che quindi oltre al legame parentale, nulla a ha che fare Greco con i trascorsi dello zio, ma la storia vale la pena comunque raccontarla.

Lo zio acquisito di Greco era un killer della Nco

Quest’ultimo si chiamava Sergio Bianchi, detto il pazzo, e fu ucciso durante un conflitto a fuoco con la polizia. Era considerato uno dei «bounty killer» della Nuova camorra organizzata di Raffaele Cutolo.

Il boss della Nco, Raffaele Cutolo

Uno che come relaziona, nel 1997 al pm, il collaboratore di giustizia Francesco Pino, «aveva ammazzato centinaia di persone. Praticamente usciva la mattina dopo aver preso la taglia su ogni persona della Nuova famiglia che ammazzava. Si prendeva per ogni omicidio 3 milioni di lire e faceva minimo due morti al giorno. E poi assumeva cocaina con la stessa frequenza di uno che ha il vizio delle sigarette». Secondo quanto ha, invece, riferito Pasquale Scotti nel corso di dichiarazioni rese ai giudici, Bianchi era anche capozona di Arzano per la Nco.

Pasquale Scotti: Bianchi capozona cutoliano ad Arzano

Il cacciatore di taglie dei cutoliani era stato confinato dai giudici ad Agnone ed è qui che conobbe Giuseppina Greco, sorella di Tommaso, padre appunto del candidato governatore grillino. Quando è venuta fuori la storia «imbarazzante», sfuggita al M5S, ma non ai giornalisti, Andrea Greco ha risolutamente preso le distanze da quel parente, affermando inoltre che la mafia gli fa schifo e facendo intendere che la sua famiglia non ha mai avuto rapporti con il pericoloso killer.

Pasquale Scotti

C’è inoltre da prendere in esame un’altra circostanza e anche in questo caso, sottolineiamo, che gli errori dei padri non devono ricadere sui figli. Fatto sta che durante una perquisizione,  la polizia bussò alla porta di casa di Tommaso Greco, in cerca di criminali. Nell’occasione il padre di Andrea rimase ferito e successivamente fu risarcito dallo Stato. Ma, sempre in Molise, altro «imbarazzo» creerebbe ai vertici del Movimento 5 Stelle, il fatto che nella lista di Greco ci sia pure Vittorio Nola. Questi è il proprietario di alcuni terreni nei quali, secondo le dichiarazioni del defunto ex boss dei casalesi Carmine Schiavone, la camorra avrebbe sversato rifiuti. Nola ha sempre sostenuto di essere all’oscuro di tutto.

Carmine Schiavone in una puntata di “Servizio Pubblico” di Michele Santoro

E ha dichiarato in più occasioni (già a partire dal 2014) che l’interramento fosse avvenuto a sua insaputa. C’è da ribadire pure che nell’ottobre scorso, i terreni sono stati dissequestrati e che non furono rinvenuti rifiuti tossici, ma solo materiale refrattario, una trave di ferro e due fusti (esausti) di olio e benzina. Carmine Schiavone aveva abbracciato la causa del M5S tanto che, poco prima di morire, aveva detto che l’unica speranza per la ripresa del Paese era un’Italia a 5 Stelle.

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