Il consigliere comunale David Lebro
David Lebro

Il contratto tra la partecipata Napoli Servizi e il Comune partenopeo infonde più di «qualche dubbio» nel consigliere David Lebro. «La delibera relativa alla sottoscrizione del contratto tra il Comune di Napoli e la società partecipata Napoli Servizi è e resta un mistero. Parliamo di un atto approvato dieci giorni fa in Giunta che non solo non ci è pervenuto, ma non è stato nemmeno pubblicato sull’Albo Pretorio. Come possiamo esercitare al meglio il nostro potere di indirizzo e controllo politico se non ci danno la possibilità di consultare gli atti?».

Ad affermarlo è appunto David Lebro, capogruppo de La Città al consiglio comunale e consigliere
della Città Metropolitana di Napoli

Andrea De Giacomo, amministratore unico di Napoli Servizi

«Abbiamo appreso dell’approvazione della delibera in questione, con la quale il Comune riaffida alla Napoli Servizi tutte le principali attività strumentali all’Amministrazione, attraverso un comunicato stampa dell’Ente e mi sarei aspettato – puntualizza Lebro – di poter consultare l’atto nei giorni immediatamente successivi. Ma ad oggi il nulla più assoluto. Tra l’altro domani in Consiglio è prevista anche la monotematica sul patrimonio e noi dovremmo discuterne senza prendere visione dell’atto principale della Napoli Servizi che, com’è noto, gestisce il patrimonio immobiliare? Lo stesso Assessore al Bilancio, Enrico Panini, in uno degli ultimi Consigli, alla luce dell’imminente approvazione di questa delibera e dei cambiamenti negli assetti intervenuti per effetto del decreto Madia, ci chiese di posticipare la monotematica per consentirci di avere un quadro quanto più completo possibile e poi, cosa fa l’Amministrazione? Ci tiene all’oscuro di tutto? Mi sembra davvero un comportamento fuori da ogni logica».

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Enrico Panini, assessore al Bilancio del Comune di Napoli e segretario nazionale di deMa

Gli interrogativi del consigliere Lebro

«Come sempre – conclude Lebro – si cerca di svilire il nostro ruolo di consiglieri, propinandoci all’ultimo secondo atti senza metterci nella condizione di valutarli. Ho già mandato una richiesta al presidente del consiglio comunale, Alessandro Fucito, affinché salvaguardi il nostro ruolo di consiglieri e si faccia garante delle nostre prerogative, che ancora una volta vengono completamente calpestate».