I volontari della flotta diretta a Gaza sostano a Mergellina per raccogliere aiuti e solidarietà nella domenica delle Palme.
Nella domenica delle Palme, la città di Napoli ha accolto con calore i volontari della Global Sumud Flotilla. L’imbarcazione, partita originariamente da Livorno, ha fatto tappa nel porto di Mergellina prima di proseguire il suo viaggio verso il Medio Oriente. Questa iniziativa rappresenta un momento cruciale della missione umanitaria via mare per Gaza, che mira a rompere l’assedio e portare sollievo alla popolazione civile. I cittadini si sono riuniti in piazza Sannazaro per manifestare il proprio sostegno a questa spedizione pacifica e necessaria.
L’arrivo della nave umanitaria al molo Luise
L’imbarcazione a vela è giunta nel capoluogo campano intorno alle ore 12.45 di domenica 29 marzo. Centinaia di persone hanno atteso l’equipaggio nei pressi del molo Luise, sventolando bandiere palestinesi e intonando canti della Resistenza. L’atmosfera era carica di commozione e determinazione per il successo della spedizione.
Carico di aiuti per la popolazione civile
La nave arrivata a Napoli trasporta un carico prezioso di circa dieci tonnellate di cibo pronto al consumo. Questo materiale è destinato ai civili che soffrono a causa del lungo blocco della Striscia. Si tratta di un contributo concreto che testimonia l’impegno diretto della società civile internazionale.
Spring Mission 2026 e la mobilitazione internazionale
L’evento odierno si inserisce nel quadro più ampio della “Spring Mission 2026”, un coordinamento che vede coinvolte numerose realtà. Secondo gli organizzatori, circa cento imbarcazioni sparse in vari porti europei sono pronte a partecipare a questa azione collettiva. L’obiettivo comune resta il superamento del blocco navale per garantire i diritti umani fondamentali.
La testimonianza degli studenti palestinesi a Napoli
Durante la manifestazione ha preso la parola Souzan Fatayer, studentessa dell’Università L’Orientale, che ha portato la voce della sua terra. “Siamo 25 studenti provenienti da Gaza, costretti a lasciare la nostra terra e i nostri cari”, ha dichiarato con forza davanti alla folla. Il suo intervento ha sottolineato quanto sia vitale la missione umanitaria via mare per Gaza per chi è rimasto sotto i bombardamenti.
Il messaggio di speranza per le famiglie palestinesi
La studentessa ha poi rivolto un appello accorato ai cinque volontari che compongono l’equipaggio dell’imbarcazione “Bianca”. “Vorrei essere su quella nave per salutare la mia famiglia: se arriverà a Gaza, portate loro il nostro affetto”, ha aggiunto Souzan. Queste parole hanno reso ancora più tangibile il legame tra la città partenopea e il popolo palestinese.
I rischi della navigazione in acque tese
Gli attivisti non nascondono le difficoltà di questa impresa, specialmente considerando l’attuale instabilità geopolitica globale. “Questa volta potrebbe essere anche peggio: la situazione geopolitica è più tesa rispetto al passato e l’attenzione internazionale è diminuita”, spiegano i membri del coordinamento. Tuttavia, la convinzione di agire per una causa giusta spinge i volontari a non arrendersi.
Coordinamento tra i porti del Mediterraneo
Dario, uno dei volontari a bordo, ha fornito dettagli sulla vastità dell’operazione che coinvolge diversi scali marittimi. “Attualmente sono 78 le imbarcazioni che stanno tentando di raggiungere Augusta, mentre altre si trovano a Barcellona”, ha riferito durante l’incontro. Questo network dimostra che la solidarietà non conosce confini nazionali e si organizza in modo capillare.
L’impegno dei volontari contro l’assedio
La determinazione dell’equipaggio è emersa chiaramente nelle dichiarazioni rilasciate prima della partenza da Napoli verso la Sicilia. “In questo momento di guerra totale la missione è ancora più pericolosa”, ha ricordato un attivista sottolineando i rischi concreti del viaggio. Nonostante i pericoli, il gruppo è deciso a portare a termine il compito prefissato.
Un’azione diretta se la diplomazia fallisce
L’iniziativa della Global Sumud Flotilla nasce dalla percezione di un’inerzia da parte delle istituzioni internazionali. “Se i governi non agiscono, lo facciamo noi. Questa volta dobbiamo riuscirci”, hanno concluso i portavoce della missione. La missione umanitaria via mare per Gaza riparte così da Napoli con una rinnovata spinta emotiva e logistica.

















