giovedì, Agosto 11, 2022
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Il ministro Brunetta è contrario al salario minimo per i lavoratori

di aemme

Questione salario minimo. Intervistato dall’edizione odierna del Corriere della Sera, il ministro per la Pubblica istruzione Renato Brunetta entra a gamba tesa sull’argomento, parlando di criticità strutturali e di bassa produttività. Un problema enorme è anche legato al fenomeno dei contratti pirata. Ma non è il salario minimo, sostiene il ministro, a risolvere le criticità del nostro paese.

Salario minimo, l’intervista del ministro Brunetta al Corriere della Sera

“Su 1.000 contratti depositati, sono solo 419 i contratti collettivi nazionali effettivamente utilizzati e appena 162”. Secondo Brunetta, “un buon contratto vale molto più di una tariffa minima oraria”. Poi aggiunge che in tutti i settori del mercato del lavoro in Italia verrebbe offerta una cifra “di gran lunga superiore” ai 3 o ai 4 euro lordi all’ora: “Un’eventuale legge sui minimi retributivi, attestata anche sui 9 euro lordi, potrebbe comportare una fuga dal sistema di contrattazione collettiva, perché decisamente più oneroso per le imprese e per i datori di lavoro”.

Le possibili soluzioni

Per Brunetta il problema del lavoro povero non è dettato dal salario minimo, ma da ulteriori fattori (oltre a quelli specificati in apertura) come il lavoro nero, i finti tirocini e le finte partite Iva. Una possibile soluzione? L’aumento dei controlli e gli incentivi legati alla detassazione del salario variabile.

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