Andrea Di Martino (a sinistra) e l'ex sindaco di Castellammare di Stabia, Antonio Pannullo

di Giancarlo Tommasone

Sulle intimidazioni indirizzate ad Andrea Di Martino sta indagando la Dda di Napoli. Il candidato sindaco di Castellammare di Stabia alle passate elezioni amministrative, è stato ascoltato dal pm Giuseppe Cimmarotta, una decina di giorni fa. Ovviamente quanto reso al magistrato è oggetto di indagine e sul contenuto della conversazione vige il massimo riserbo. E’ ipotizzabile, però, che Di Martino abbia riferito circa alcuni «inquietanti» episodi avvenuti durante la campagna elettorale, soffermandosi in particolare su quelli del Rione Fontanelle e del Rione Savorito.

Intimidazioni, che come riportato dal nostro giornale, avrebbero avuto la regia rispettivamente del clan Cesarano e di un boss degli Imparato.

«Tocca alla magistratura fare piena luce su eventuali episodi anomali registrati a Castellammare nel periodo di campagna elettorale – dichiara Di Martino a Stylo24 – Nel momento in cui dovessero emergere tentativi di infiltrazione del voto da parte della criminalità organizzata, invito il sindaco Cimmino a condannarli con forza, vegliando e lavorando per salvaguardare l’attività amministrativa stabiese e la città di Castellammare».

Nel frattempo, in meno di un anno (circa otto mesi) un sindaco, Antonio Pannullo, e un candidato alla fascia tricolore, Andrea Di Martino, sono stati ascoltati dai magistrati della Direzione distrettuale antimafia.

Un quadro a tinte fosche, quello stabiese, in cui si stagliano ombre di presunte commistioni tra massoneria, politica e organizzazioni malavitose.

Allacci più che semplici contatti, che si riferirebbero a fatti pregressi, risalenti negli anni, che, a breve, potrebbero addirittura far arrivare in città una commissione di accesso. Nel piatto che farebbe gola alla criminalità locale, una serie di investimenti per 400 milioni di euro.

Soldi che potrebbero «piovere»
su Castellammare di Stabia, pure tramite
il Grande Progetto Pompei e il piano
per gli chalet dell’Acqua della Madonna.

Antonio Pannullo la prima volta si recò dai magistrati della Dda nell’autunno del 2017 «dopo che un camorrista era venuto direttamente in Comune», dichiara a Stylo24.
«Un po’ di tempo dopo fui anche sentito dal prefetto e dai componenti della Commissione antimafia – continua – Inoltre dopo le dichiarazioni rese all’atto della fine della mia avventura da sindaco, fui di nuovo ascoltato dai magistrati della Dda».

Andrea Di Martino

In effetti furono dichiarazioni molto forti. Pannullo disse di pagare il fatto di aver avuto «la schiena dritta durante l’esperienza amministrativa, di non aver mai ceduto a ricatti di sorta. E soprattutto – affermò – sono certo che pago le mie dichiarazioni di un tempo, pago di fronte a qualche interesse superiore che tale si è rivelato. Dietro la politica stabiese c’è altro».
E allora, che cosa c’è dietro la politica stabiese? «Quello che ho riferito agli inquirenti è stato secretato, compito loro stabilire che tipo di ombre si staglino su Castellammare», conclude l’ex sindaco Pannullo.