L’attaccante polacco ha comunicato al club di voler restare fino alla scadenza del proprio contratto. Gattuso: “trovi una soluzione”. La Juve si defila, torna la Roma: il Napoli abbassa il prezzo

di Stefano Esposito

Il Corriere del Mezzogiorno fa il punto della situazione in merito ad Arkadiusz Milik, esaminando il passato e provando a decifrare il possibile futuro dell’attaccante azzurro

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Qualcuno lo ha definito il bomber a orologeria (entra e segna, gli bastano pochi minuti), altri non dimenticano qualche errore «pesante» (Liverpool su tutti). Sta di fatto che quando il club gli ha proposto formalmente il rinnovo ha rifiutato e adesso si ritrova «fuori». Nessuno ha scelto così, ma gli eventi sono venuti in maniera quasi naturale.

Gattuso venerdì sera è stato perentorio: «Doveva rinnovare lo scorso anno, non lo ha fatto. Io e la società eravamo stati chiari, sa come la pensiamo. Ora abbiamo due attaccanti molto forti e per lui sarà dura. Bisogna che trovi una soluzione».

Milik non era stato convocato per l’amichevole contro il Pescara, stamattina non sarà con la squadra in partenza per Lisbona (stasera test contro lo Sporting); non l’ha presa bene ed è passato al contrattacco: resto qui fino alla scadenza (2021) per liberarsi a parametro zero la prossima primavera.

Ecco che da un lato e dall’altro le pretese iniziano ad abbassarsi: Milik dimentica il sogno Juve (il club oggi aspetta di capire gli aspetti legali su Suarez o eventualmente Dzeko), il club di De Laurentiis abbassa il valore del suo cartellino.

Per 25 milioni (si partiva da 35) la Roma può prenderlo (e la trattativa per Under non c’entra), il club giallorosso ci può arrivare ma inserendo bonus e un giovane della Primavera.

Farsi prendere per il collo non è il sistema che il Napoli predilige e asseconda, ma il problema Milik va risolto.

Il mercato dirà ancora tanto sul destino del polacco che fino a qualche giorno fa «snobbava» tutto per la Juventus, sperando che il Napoli riuscisse a trovare un accordo di massima. C’è la Fiorentina, il Lipsia. Ci sono stati l’Atletico di Madrid e il Tottenham ma il prezzo fissato dal Napoli aveva «spaventato» tutti.

Adesso Milik però sta seriamente pensando alla Roma, in un’operazione senza Under, che si potrebbe chiudere nel giro di una settimana, sempre se i giallorossi risolveranno la questione relativa a Edin Dzeko.

Se questa operazione non dovesse concretizzarsi, il polacco aprirebbe al mercato estero, quello della Premier gli è gradito.

Tra il giocatore e il Napoli è iniziato dunque un braccio di ferro, ma è ipotizzabile che entro dieci giorni le due parti si diano una tregua e il futuro di Milik inizi quanto prima lontano da qui. Del resto, il club dopo il mancato accordo sul rinnovo (il polacco aveva chiesto 4,5 milioni di ingaggio e rifiutato la clausola), si era cautelato con l’acquisto di due centravanti: Osimhen e Petagna. Per lui non c’è più spazio”

Il peso dell’eredità di Higuain e il doppio crac

La storia d’amore tra il Napoli e Milik non è mai decollata. Arek arriva a luglio 2016, i tifosi azzurri sono delusi per il trasferimento di Higuain alla Juventus e De Laurentiis è in pressing su Wanda Nara per convincere Icardi.

I fantasmi di Milik così raddoppiano, all’eredità di Higuain s’aggiunge lo spettro di Maurito. Arek risponde sul campo, l’inizio è scoppiettante, sette gol in nove presenze.

Il laboratorio Ajax sembra aver sfornato un profilo perfetto per l’idea di calcio di Sarri ma l’inerzia della storia cambia l’8 ottobre 2016, quando in Polonia-Danimarca Milik rimedia il primo grave infortunio della sua carriera, la rottura del legamento crociato del ginocchio sinistro. Il Napoli lo attende, a gennaio porta a casa Pavoletti che, però, fa fatica ad entrare nei meccanismi della squadra.

Milik rientra a marzo, conquistando la sua prima gioia con il gol in casa del Sassuolo. Mertens nel frattempo era diventato il centravanti del Napoli ma Milik rappresentava un’alternativa importante. Ecco però che la sfortuna continua a tormentarlo.

Stavolta Arek si ferma sul campo della Spal il 23 settembre 2017, poco meno di tre anni fa: è il ginocchio destro a fare crac e il Napoli si trova ancora una volta a dover rinunciare ad una risorsa importante per l’attacco.

Milik rientra a marzo, nel momento più difficile della stagione, quando il Napoli perde la vetta della classifica.

C’è anche lui nel sogno scudetto, segna reti decisive nelle rimonte al San Paolo contro il Chievo e l’Udinese ma nell’album della sua avventura in maglia azzurra ci sono delle occasioni perse, quelle che in una storia d’amore fanno la differenza.

Il 15 aprile 2018 Arek a pochi passi da Donnarumma ha la palla per sbancare San Siro e, invece, il portiere stabiese allunga la mano e gli nega la rete della vittoria.

Con Ancelotti Milik può finalmente diventare protagonista, nel 4 4-2 convive con Mertens, i gol arrivano ma c’è un altro momento-chiave che fa la differenza: ad Anfield a pochi minuti dalla fine può fare la storia, mandare il Napoli agli ottavi di finale ai danni dei Reds che poi vinceranno la Champions League ma stavolta è Alisson a spegnere il sogno.

Il rigore decisivo in finale di Coppa Italia non ha trasformato il leitmotiv del tormento che accompagna questa storia d’amore come dimostra il rinnovo che non è mai arrivato.

Il Napoli nei mesi scorsi gli ha proposto anche un ingaggio da 4,5 milioni a stagione ma voleva cautelarsi con una clausola da 100 milioni di euro.

L’accordo non si è mai raggiunto e De Laurentiis ha sintetizzato così questo rapporto irrisolto: Sono anni che gli chiedo se vuole rinnovare ma lui non risponde”

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