Yemi nel Cas di Mergellina

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di Giancarlo Tommasone

Sul caso sollevato da Stylo24 e relativo al progetto Sprar di Ercolano ha acceso i fari anche la Prefettura di Napoli. Nelle scorse ore – da quanto ci risulta – il Palazzo di Governo ha avviato dei controlli atti a ricostruire con precisione quanto sarebbe avvenuto relativamente al trasferimento di due nuclei familiari con bambini (due di pochi mesi e una bimba di 5 anni) dalla città degli Scavi al Centro di accoglienza straordinaria di Mergellina.

Se la circostanza
venisse accertata,
si registrerebbero
ripercussioni importanti

Primo, perché nessuno dal Comune di Ercolano (come ha dichiarato a Stylo24 l’assessore alle Politiche sociali, Giampiero Perna) ha autorizzato il trasferimento. Secondo, perché si tratta di un progetto territoriale, da svolgersi dunque esclusivamente sul suolo ercolanese. Nel Cas napoletano, secondo i riscontri effettuati dal nostro quotidiano, sono state «dirottate» due famiglie, beneficiarie del progetto rivolto a rifugiati e richiedenti asilo. Uno di questi nuclei, dopo un paio di giorni passati nel centro di Mergellina, ha deciso di allontanarsi.

Il capofamiglia, Mamadee, di origine africana, preoccupato dall’altissimo livello di promiscuità che si registra nel Cas (dove alloggiano 200 uomini) e per salvaguardare la figlia di 5 anni, ha deciso di scappare. Per un periodo (più di un mese, durante il quale si erano perse le tracce di Mamadee, della moglie Fantadine e delle loro figlie), come ha raccontato lo stesso capofamiglia alla nostra redazione, il nucleo si è appoggiato in un appartamento di Via Roma a Ercolano, abitazione assegnata nell’ambito del progetto per i rifugiati, a tre persone (padre, madre e un bimbo).

Da ieri, però, la famiglia di Mamadee
è stata trasferita in un’abitazione di Corso Resina,
vale a dire Casa Mandela (diventata di nuovo disponibile
al termine della ristrutturazione che l’ha interessata)

Si tratta di un bene confiscato alla camorra e nella disponibilità del Comune di Ercolano, che lo ha destinato al progetto Sprar. Le condizioni dei quattro migranti sono sensibilmente migliorate, ma ci sono ancora degli interrogativi che attendono risposta. Primo tra tutti quello relativo al trasferimento di due famiglie con bambini presso il Cas di Mergellina.

C’è da chiedersi a che punto
sia l’«indagine» del Comune di Ercolano

Alla nostra redazione l’assessore Perna aveva assicurato che sarebbero stati effettuati controlli immediati e aveva ribadito che nessuno dal Comune aveva autorizzato il trasferimento presso il Cas di Napoli, né tanto meno avrebbe potuto autorizzare una cosa del genere. Il trasferimento, da quanto è in nostro possesso (materiale audio e fotografico), si è verificato.

A questo punto chiediamo ancora una volta: chi ha permesso che nuclei con bimbi piccoli fossero mandati in un centro di accoglienza straordinaria, per di più fuori dal territorio comunale ercolanese?

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