Il sindaco di Ercolano, Ciro Buonajuto (a destra) con l'assessore Giampiero Perna (Politiche sociali)

di Giancarlo Tommasone

Si impegna ad effettuare controlli approfonditi e immediati sulla questione dello Sprar di Ercolano, l’assessore alle Politiche sociali della città degli Scavi, Giampiero Perna. Soprattutto sulla circostanza del trasferimento di alcuni nuclei con bambini presso il Centro di accoglienza straordinaria di Mergellina, dove sono ospitati 200 uomini adulti. «Se si fosse verificata una cosa del genere – dice Perna a Stylo24 – ci troveremmo davanti a un fatto gravissimo, perché nessuno dal Comune ha autorizzato il trasferimento, né l’avrebbe fatto mai». In effetti, voci sul «dirottamento» di alcuni nuclei destinatari del progetto (i beneficiari sono in totale 16), da Ercolano a Napoli, si erano diffuse già da un po’ di giorni nei corridoi del palazzo di Corso Resina.

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La prima richiesta d’aiuto proveniente
dalla famiglia fuggita dal Cas

«Faremo i riscontri necessari, partendo proprio dall’ascoltare i responsabili del raggruppamento di imprese che si occupa di fornire il servizio per i destinatari del progetto Sprar. E devono darci spiegazioni, perché se venisse accertato che il trasferimento verso il Cas è avvenuto, farò tutto quanto in mio potere per revocare l’incarico alla cooperativa che dalla fine di ottobre scorso gestisce il servizio». Il caso è stato sollevato da un’inchiesta di Stylo24. Nella giornata di venerdì, la nostra redazione è riuscita a mettersi in contatto con la famiglia di migranti di origine africana, di cui si erano perse le tracce all’inizio di novembre scorso. Secondo quanto ci ha raccontato Mamadee (padre di due bambine, di 5 anni e di otto mesi, e marito di Fontadine), è scappato con i suoi familiari, dopo un paio di giorni passati all’interno del Cas perché, a causa dell’elevata promiscuità, aveva necessità di tutelare sua figlia di 5 anni, «era in pericolo e quindi non abbiamo avuto altra scelta, siamo fuggiti».

L’audio WhatsApp prima di abbandonare
la struttura “Cas” di Mergellina

Tornando all’assessore Perna, spiega a Stylo24 come non fosse a conoscenza del fatto che alcuni nuclei fossero stati trasferiti presso il centro di accoglienza napoletano, né tanto meno sapeva della fuga della famiglia di Mamadee. «Mi erano arrivate soltanto voci circa quattro persone che, però mi hanno assicurato, fossero state rintracciate poco dopo, nel Beneventano. Ripeto, del trasferimento di alcuni beneficiari del progetto da Ercolano al Cas di Napoli, non sapevo nulla. E nemmeno avremmo autorizzato il trasferimento di una famiglia con bambini presso un centro di accoglienza straordinaria, prima di tutto per motivi di carattere morale, per tutelare persone che hanno già alle spalle trascorsi di sofferenza. Va detto pure che il progetto è territoriale e quindi deve tenersi ad Ercolano, se la cooperativa che gestisce il servizio aveva problemi con gli appartamenti in cui far alloggiare i beneficiari, sarebbe bastata una comunicazione al Comune e saremmo subito intervenuti per risolvere la questione», afferma Perna.

Un città in prima linea per l’accoglienza, quella di Ercolano. Tanto da compiere un percorso che la accomuna a Riace, il centro calabrese che nei mesi scorsi è finito al centro della scena proprio in seguito alla politica adottata sull’integrazione. E per la vicenda, assai controversa, che ha visto protagonista il sindaco Domenico Lucano, coinvolto in un’inchiesta sull’immigrazione clandestina e accusato di favoreggiamento.

Anche il sindaco Ciro Buonajuto prende posizione
sullo scandalo scoperto da Stylo24

Sulla questione dello Sprar di Ercolano, è intervenuto anche il primo cittadino, Ciro Buonajuto. «Non mi occupo personalmente del caso per ovvi motivi di competenza, abbiamo l’assessorato alle Politiche sociali che al riguardo si è già attivato. Posso solo ribadire che Ercolano è una città che attualmente fa dell’accoglienza e dell’integrazione i propri segni distintivi», ha dichiarato il sindaco Buonajuto a Stylo24.

Fontadine nel Cas di Mergellina

Restiamo in attesa dell’evoluzione della vicenda, sottolineando che dal materiale in nostro possesso – file audio, resoconti di testimonianze dirette, fotografie, del resto pubblicati a corredo dell’inchiesta – si evince come il trasferimento da Ercolano presso il Cas di Mergellina, ci sia stato. Mamadee e la sua famiglia sono scappati dal centro di accoglienza napoletano e hanno trovato riparo in un appartamento di Via Roma a Ercolano, dove vivono, o meglio «sopravvivono», appoggiandosi da un amico, anche lui beneficiario (insieme a moglie e figlio piccolo) del progetto del Sistema di protezione richiedenti asilo e rifugiati.

Una stanza nel Cas di Mergellina

Dopo la fuga, Mamadee e la sua famiglia erano letteralmente spariti, non se ne sono avute notizie per più di un mese. Venerdì scorso sono stati rintracciati dalla nostra redazione. «Da quando siamo scappati da Mergellina, nessuno ci ha mai cercato, né contattato. Nemmeno gli operatori», ci ha detto l’uomo.