Gennaro Migliore, Umberto De Gregorio e Vincenzo De Luca, sullo sfondo la sede del Comune di Napoli

Verso le elezioni comunali del 2021: ecco perché la partecipazione del deputato Iv e del presidente di EaV all’agone napoletano, è per niente proponibile

Panta rei, ovvero tutto scorre, avrebbe affermato Eraclito; anche il tempo, naturalmente scorre, e ci porta inesorabilmente verso le prossime elezioni comunali a Napoli. Nelle ultime settimane si rincorrono i rumors sui probabili iscritti all’agone per la poltrona più importante di Palazzo San Giacomo, e tornano di attualità – Stylo24 se ne è occupato, sotto questo aspetto, già un po’ di tempo fa – anche i nomi di Gennaro Migliore (deputato di Iv) e Umberto De Gregorio (presidente EaV). Per quale motivo ce ne siamo occupati? Perché a nostro parere, quelle dei due (molto vicini alle posizioni di Vincenzo De Luca) sono candidature destinate a perdere, ammesso e non concesso che alla fine il governatore dia loro la possibilità di concorrere per la fascia tricolore. Partiamo da Migliore, che dimostra di non avere alcun appeal politico, si giunge a tale tipo di conclusione, pure perché quando, di recente, il parlamentare ha dettato la linea a Italia viva per fare cadere de Magistris, ha incassato un due di picche dagli stessi renziani.

Il progetto per una giunta di «salute
pubblica» con Crea assessore

Come scritto dal nostro giornale, infatti, il consigliere Gabriele Mundo briga sottobanco con il sindaco per creare una giunta di «salute pubblica», e per lanciare nella squadra, come assessore, il giornalista Lorenzo Crea (figlio della ex senatrice, e attuale coordinatrice cittadina Iv, Graziella Pagano). Inoltre, Migliore, nonostante sia su piazza da oltre 20 anni, è un soggetto politico fondamentalmente sconosciuto in città. Basti pensare che la sua pagina Fb ha appena 9.180 follower, mentre, giusto per fare un paragone, quella del sindaco di Napoli ne conta oltre 477mila. E non solo: a dare la cifra della visibilità (bassissima) di Migliore, va pure annoverato un episodio di colore, che dal nostro punto di vista, è sintomatico del fatto che il deputato sia un autorevole «signor nessuno». Ci riferiamo alla famosa clip del bacio tra Migliore e Crea, alla festa di compleanno del giornalista. In quel frangente, si sente uno degli invitati che chiama il politico renziano, «Giovanni» e lui scherzando precisa di chiamarsi Gennaro.

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A questo punto, ci chiediamo: come può un deputato, un ex sottosegretario, essere sconosciuto al punto tale che nemmeno «tra gli amici», non ci si ricordi il suo nome di battesimo? Passiamo ora a Umberto De Gregorio; malgrado il presidente di EaV si affanni e si impegni a fare il segretario dell’opinione dominante – nel caso specifico quella di De Luca – ha dimostrato tutti i suoi limiti di manager con la gestione proprio di Ente autonomo Volturno.

I limiti manageriali del presidente di EaV

Negli ultimi mesi si contano decine e decine di soppressioni di corse, negli ultimi giorni un braccio di ferro esasperato ed esasperante con i sindacati, e la decisione «scellerata» di abbandonare tutta la provincia Sud, quella vesuviana e l’area flegrea al loro destino, eliminando i treni e non sostituendoli nemmeno con servizio su gomma. Come possa un manager che ha amministrato in tal modo una azienda di trasporto pubblico – non soggetta ai vincoli ragionieristici del dare e avere, tanto se ci sono delle perdite le ripiana la Regione – candidarsi o ambire al ruolo di sindaco, è una eventualità assolutamente improponibile. Non fosse altro che quando si presentò nel 2011, pomposamente additato dai media mainstream come capolista del Pd, non fu nemmeno eletto.