Maria Paola Gaglione
La foto del profilo Facebook della vittima, Paola Maria Gaglione

Per il gip di Nola Michele Gaglione ha una “accentuata pericolosità sociale”

Oltre all’omicidio preterintenzionale della sorella, aggravato dai futili motivi, il giudice Fortuna Basile ha confermato per Michele Antonio Gaglione anche l’accusa di lesioni nei confronti di Ciro, il compagno di Maria Paola.

L’aggressione al compagno dopo l’omicidio

Michele Antonio Gaglione, infatti, anche davanti al gip di Nola ha confermato di essersi scagliato contro Ciro dopo la tragica caduta dallo scooter e di averlo colpito. Il ragazzo, da sabato scorso, è  ricoverato nella clinica Villa dei Fiori di Acerra, con una frattura dell’avambraccio e lesioni sul corpo. Le sue condizioni sono buone e non si esclude che possa essere dimesso già nei prossimi giorni.

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Le motivazioni del gip

Per il gip di Nola la permanenza in carcere di Michele Gaglione è motivata dallo “scarso senso di civiltà” e “accentuata pericolosità sociale”. E’ quanto rilevato dal gip del Tribunale di Nola nel comportamento di Michele Gaglione. Secondo il gip, che ha disposto nei confronti di Gaglione la custodia cautelare in carcere, le modalità e le circostanze dell’azione “risultano particolarmente gravi e allarmanti” in quanto “denotano l’incapacità dell’indagato di controllare le proprie pulsioni aggressive” e “denotano un’accentuata pericolosità sociale, indice di elevato e attuale pericolo di recidiva”. Inoltre, sempre secondo il gip, il fatto che Gaglione abbia inseguito in piena notte la sorella con una condotta di guida pericolosa, minacciando il compagno trans Ciro Migliore di morte e colpendo con il piede lo scooter sul quale i due viaggiavano, animato “dal solo intento di spezzare quel legame affettivo che  non riusciva ad accettare”, sono “indicativi di uno scarso senso di civiltà e di rispetto nei confronti altrui e di disdegno avverso ogni regola confliggente con il proprio pensiero”.