di Giancarlo Tommasone

C’è anche il nonno della piccola Fortuna Loffredo, Vincenzo Guardato, tra le persone che secondo gli inquirenti sarebbero coinvolte nel presunto giro di prostituzione via web allestito nel Casertano. Su quanto avvenuto nelle scorse ore, «Stylo24» ha contattato Pietro Loffredo, il padre della piccola di sei anni uccisa a giugno del 2014 al Parco Verde di Caivano e il legale che lo assiste, l’avvocato Sergio Pisani.

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PIETRO LOFFREDO: “SI DEVE ANCORA TROVARE
IL COLPEVOLE DELL’OMICIDIO DI FORTUNA”

«La famiglia di Fortuna non c’entra niente con quanto successo quel maledetto giorno di giugno a mia figlia – ha dichiarato Pietro Loffredo – e resto convinto che si debba ancora trovare il colpevole dell’assassinio di Chicca. Sul giro di prostituzione che coinvolgerebbe Vincenzo Guardato, posso dire che niente ha a che fare con quanto avvenuto nel Parco Verde nel 2014. Io sono sicuro che Titò (Raimondo Caputo, nda) non abbia ammazzato Fortuna, qualcun altro ha abusato della piccola e l’ha uccisa. Si tratta di qualcuno della zona – sottolinea – e che frequentava il palazzo dove ha trovato la morte mia figlia».

Pietro Loffredo
Pietro Loffredo

Su come siano state portate avanti le indagini finora, Pietro Loffredo afferma: «La chiave di tutto sta nella morte del giudice Federico Bisceglia (che si era occupato del caso della piccola Fortuna e di quello relativo alla Terra dei Fuochi). Quel giudice però è morto in un incidente stradale nel 2015. E’ stata fatta luce piena su quanto avvenuto al magistrato?». E poi sul mistero della scarpina della bimba che non è mai stata trovata, così si è espresso Loffredo: «E’ un altro nodo da sciogliere, che io sappia esistono intercettazioni ambientali che dimostrerebbero il fatto che qualcuno ha prima nascosto e poi gettato la scarpa di mia figlia». Naturalmente, lo ribadiamo, queste sono le sue considerazioni.

«Chiesi l’assoluzione per Caputo tanto è vero che non presentai le conclusioni come parte civile», afferma l’avvocato Sergio Pisani, legale rappresentante di Pietro Loffredo. «La notizia del presunto coinvolgimento del nonno della piccola Fortuna in una indagine su un giro di prostituzione, deve comunque far riflettere».