Arriva l’ordinanza-farsa contro la movida selvaggia. Alla fine, volente o nolente, il provvedimento firmato dal sindaco de Magistris tutto è, meno che una regolamentazione della movida. Piuttosto si potrebbe dire che regolamenta la movida di venti strade. Vessati soltanto i baretti di Chiaia, per il resto della città, come al centro storico, è via libera al solito caos.

La movida nella zona dei Baretti
La movida nella zona dei Baretti

Invece di individuare quattro aree, o comunque un perimetro dove applicare l’ordinanza, si è optato di gettare fumo negli occhi ai cittadini. Oltre al quadrilatero dei baretti, sono rientrate nell’ordinanza soltanto poche strade: via Aniello Falcone, piazza Bellini e la zona di Coroglio. In sostanza vorrà dire che a via Bellini, piazza San Domenico e via Mezzocannone, tra le vie considerate più a rischio della movida, rimane tutto invariato.
Dormiranno sogni tranquilli i centri sociali, che potranno sparare musica oltre i decibel a Mezzocannone occupato fino alle cinque del mattino, vendere alcolici senza autorizzazioni, a minorenni, maggiorenni e a tutti coloro che decideranno di trascorrere una serata negli spazi una volta di proprietà dell’Adisu. Basta pagare, per finanziare la rivoluzione.
Chi invece di mestiere non fa il verso agli zapatisti, ma l’esercente, si prepara ad impugnare l’atto.

Un controllo della polizia nella zona di Mezzocannone okkupato
Un controllo della polizia nella zona di Mezzocannone okkupato

L’ordinanza si tirerà dietro una serie infinta di ricorsi, per concorrenza sleale. «Perché io che sono a piazza Bellini devo rientrare in certi schemi, seguire certe regole, e gli altri no? L’ordinanza o si fa per tutta la città, oppure si va dritti in tribunale». Questo il ragionamento dei gestori colpiti dall’ordinanza, e come dargli torto.

Mezzocannone okkupato
Mezzocannone okkupato

In sostanza il Comune di Napoli, nonostante ci abbia impiegato dieci giorni in più per licenziare l’atto, è riuscito nella titanica impresa di mettere tutti d’accordo: residenti ed esercenti. Ovvero, l’ordinanza, così come è, non risolve il problema. E come se ce ne fosse stato bisogno, crea soltanto altro caos. Unico antidoto contro l’incapacità di amministrare una città.