Il pentito Salvatore Lo Russo spiega ai pm antimafia il business delle puntate: ho sempre chiuso in attivo

“La gestione delle scommesse di calcio l’ho sempre chiusa annualmente in positivo e stimo il guadagno medio annuo in 400/500 milioni delle vecchie lire”. A parlare è il pentito Salvatore Lo Russo, ex capoclan di Miano, passato a collaborare con la giustizia. Spiega Lo Russo che dopo “il 1999 non ho avuto rapporti con Michele Armento per le scommesse calcistiche”, suo vecchio socio; e che solo dal 2000, in poi, “per la raccolta di scommesse mi sono servito di Gennaro R.”. Un giovane che “con il motorino si fa in quattro per raccoglierle dai singoli scommettitori”. A lui, di volta in volta, “riconoscevo una piccola percentuale sulla vincita”.

Salvatore Lo Russo, boss pentito del clan di Miano

Lo Russo aggiunge di aver “cercato di condizionare gli esiti delle partite di calcio” negli anni Ottanta “quando poi scoppiò il cosiddetto calcioscommesse”. Accusa per la quale “mi fu notificato un ordine di carcerazione dal tribunale di Torino”.